Aspettava questa giornata fin dall'inizio del Tour. Sognava una tappa in "libera uscita" per dimostrare il proprio valore: quella giornata è arrivata in occasione dell'11esima tappa, la Albertville-La Toussire, una tappa corta, appena 148 km, ma con oltre 70 in salita e 4700 metri di dislivello. Pierre Rolland va in fuga fin dall'inizio, resiste sulle prime due ascese Hors Categorie, ricarica le pile sulla penultima salita (di 2a categoria) e poi accelera lungo le rampe che portano all'arrivo. Rolland a parte, il protagonista di questa giornata è però Vincenzo Nibali: l'italiano attacca a più riprese il Team Sky (che mette in mostra un Froome assurdo) e contemporaneamente difende alla grande la maglia gialla di Bradley Wiggins. Chi invece cede è Cadel Evans, che aveva provato un attacco da lontano, a 65 km dall'arrivo, ma che alla fine accuserà oltre 2' dal vincitore.
BASSO E SCARPONI IN FUGA: EVANS ATTACCA, POI CEDE - La voglia di andare in fuga è tanta, per tutti. Anche per Michele Scarponi, già all'attacco ieri e che nella tappa regina del Tour decide di provarci ugualmente, anche se le gambe fanno male e la stanchezza è evidente. Con il marchigiano anche Ivan Basso, che va all'attacco in vista di un possibile scatto di Nibali, ma che poi non trova la condizione per stare con il messinese. Il Team Sky controlla, non lascia troppo spazio e amministra i suoi fenomeni, alternando inizialmente al comando del gruppo maglia gialla prima Boasson Hagen ed Eisel, e poi Knees. A 65 km dall'arrivo, quando siamo più o meno a metà della Col du Croix, attacca Cadel Evans. Il suo scatto è violento, nessuno lo segue: l'australiano trova strada facendo anche Van Garderen, che lo aiuta ma che capisce ben presto che le gambe del suo capitano non sono le stesse che lo scorso anno lo hanno portato in giallo a Parigi. L'attacco di Evans, che proverà a resistere alla ruota del compagno di squadra per qualche centinaio di metri, si esaurisce in 5 km: e da lì inizia il calvario. Perché Cadel, che comunque non crollerà di schianto (cosa che invece farà Menchov nel corso della tappa), all'arrivo si presenterà con oltre 2 minuti di ritardo dal vincitore. Il podio per il momento non gli appartiene più: ma Evans è un combattente, e considerarlo come fuori dai giochi sarebbe un errore grave.

ROLLAND ACCELERA: DIETRO E' BAGARRE - Il consistente gruppetto di corridori che componeva la fuga iniziale si riduce ben presto a poche unità: sull'ultima salita di giornata (Gpm di 1a cat,18 km al 6.1 % di pendenza media) restano in quattro: Rolland, che aveva fatto lavorare a lungo Kern nella prima parte dell'attacco, Kiserlovski, Kiryienka e Sorensen. Il francese della Europcar saluta tutti all'inizio dell'ascesa e andrà a vincere con pieno merito la sua seconda tappa al Tour de France dopo quella ottenuta lo scorso anno sull'Alpe d'Huez. Ma è poco più indietro che si concentra l'attenzione di chi questo Tour vuole provare a vincerlo: il più attivo è Vincenzo Nibali, che attacca due volte e quanto meno mette in difficoltà il Team Sky, che perde quasi subito Rogers, straordinario il suo apporto, e un Porte decisamente meno brillante del solito.

WIGGINS IN GIALLO, MA FROOME PREME: E NIBALI GODE - Restano Wiggins e Froome, che non rispondono agli attacchi del siciliano - che trova sulla strada alleati del calibro di Van den Broeck, Brajkovic e Pinot - ma che invece decidono di reagire a loro modo, da passisti. A impressionare è soprattutto il "britannico di Nairobi" che - a 3.5 km dall'arrivo e dopo essere sembrato in difficoltà nella parte centrale della salita - piazza uno scatto terrificante e fa il vuoto. Dalla radiolina una voce gli "suggerisce" di fermarsi e lui da bravo "gregario" aspetta Wiggins (per la prima volta a bocca aperta), ma la faccia non è contenta. Così come l'espressione di Froome non è felice al momento di tagliare il traguardo (sarà terzo) alle spalle di Pinot. Gli scappa un "oggi ero più in forma di Wiggins": e mentre la classifica, che vede sempre "Wiggo" saldamente al comando della generale, vede salire al terzo posto Nibali, sparire Menchov e scivolare in basso Evans, vuoi vedere che - zitto zitto - lo Squalo dello Stretto ha evidenziato una falla nel perfetto meccanismo della corazzata Sky. Da che mondo è mondo due galli nello stesso pollaio difficilmente riescono a coesistere. Wiggins e Froome potrebbero anche non andare così d'accordo d'ora in avanti.
L'UOMO DEL GIORNO - PIERRE ROLLAND - "In tutte le tappe mi hanno sempre detto stai calmo, stai tranquillo, conserva le energie. Oggi finalmente mi hanno detto che potevo attaccare e l'ho fatto. E' andata bene, sono contentissimo".
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