MAPOORO CANTU’-KHIMKI MOSCA 67-54 (14-21, 35-32; 55-43)
Cantù fa 300 vittorie in Europa e porta a casa un successo che vale tanto oro quanto pesa, un successo che muove finalmente una classifica che vedeva la squadra di Trinchieri sola in coda al girone e che la mette virtualmente in una buona posizione in un eventuale arrivo in volata con lo stesso Khimki. Pietro Aradori lascia una firma importantissima sulla partita con un grande impatto dalla panchina (13 punti e 8 rimbalzi), e sono proprio le seconde linee biancoblù, a partire da uno Scekic enciclopedico su entrambi i lati del campo nonostante qualche linea di febbre prima della palla a due, a dare quella scossa che serve per placare la fiammata iniziale del Khimki, volato anche sul +9 all’inizio del secondo quarto con l’unico sprazzo positivo di un Planinic che finirà però col capirci pochissimo, e a forgiare il break nel terzo periodo, frutto di tanta difesa e di una circolazione di palla esemplare, degna della tattica del miglior Trinchieri.
La frustata che dà l’avvio al momento d’oro canturino è opera delle manone di un Cusin utilizzato con il contagocce per prematuri problemi di falli, ma è proprio un suo 2+1 pescato con un movimento improbabile in post-basso a dare il +6 (40-34) che esalta il Pianella. Poi le triple, che disintegrano una difesa porosissima del Khimki massacrata dai penetra-e-scarica: Leunen torna a farsi sentire dopo aver aperto la partita proprio con due conclusioni dalla distanza, poi è il turno di Tabu, subentrato a uno Smith un po’ litigioso con gli arbitri, a mettersi prima in proprio e poi a inventare per Aradori (49-41).
Il Khimki, da parte sua, sbatte contro il muro difensivo canturino gestito dalla presenza solidissima della coppia Leunen-Scekic, veri vigili e orologi in campo: in area non passa uno spillo, e Planinic continua a fumare perdendosi in isolamenti e forzature infruttuose. Cantù ci mette il fisico, spende qualche fallo di troppo, ma i russi spadellano in maniera raccapricciante dalla lunetta, lasciando la possibilità a Brooks e Tyus di infilare un’altra coltellata sul finire del quarto (55-43), stravinto 20-11.
La Mapooro soffre un calo fisiologico all’inizio dell’ultimo periodo sul quale, però, il Khimki non riesce a capitalizzare, con Vyaltsev che spara la tripla del -7 senza mettere paura. Torna Smith e sblocca dopo 4’ piuttosto farraginosi, poi è il momento di Markoishvili (fino a quel momento preziosissimo come uomo-oscuro ma decisamente dannoso in attacco) per mettere il suo sigillo: un paio di rimbalzi di voglia pura e, soprattutto, una bomba in faccia a Loncar dal coefficiente di difficoltà (e pesantezza) stratosferico: Cantù torna sul +13 (61-48) ed è poi un gioco a due splendido tra Leunen e Smith a chiudere definitivamente il tutto.
Cantù: Smith 10, Markoishvili 6, Leunen 9, Mazzarino 5, Cusin 3; Scekic 8, Brooks 6, Tyus 4, Tabu 3, Aradori 13. N.e.: Kudlacek, Abass. All.: Trinchieri.
Khimki: Augustine 8, Fridzon 10, Loncar 8, Rivers 7, Planinic 10; Koponen 2, Vyaltsev 3, Monya 4, Khvostov 0, Zhukanenko 0, Davis 2. N.e.: Pushkov. All.: Gavrilovic.
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UNICAJA MALAGA-MONTEPASCHI SIENA 91-89 OT (20-16, 42-43; 57-68, 80-80)
Marcus Williams non è esattamente un perfetto sconosciuto. Chi s’intende un po’ di NBA borderline lo ricorderà per non essere mai riuscito a trovare un posto stabile in una franchigia oltreoceano nonostante la nomea di novello Jason Kidd, grandissimo passatore ma tiratore, diciamo, alquanto rivedibile. Ora che è sbarcato in Spagna, la visione di gioco l’ha mantenuta (vedi l’assist sublime per la schiacciata di Vazquez sul finire dei tempi regolamentari), ma quelle due bombe che hanno ammazzato il sogno mensanino di portare a casa il primo successo in Europa cozzano un po’ con le sue caratteristiche tipo. Ma andiamo con ordine.
La Montepaschi getta al vento una vittoria praticamente già scritta: +14 all’inizio del quarto periodo grazie a un paio di canestroni di Kemp e alla mano fatata di un Tomas Ress esiziale contro la difesa a zona di Repesa, i biancoverdi si fanno rimontare in maniera difficilmente pronosticabile subendo un parzialone negativo di 14-0 in cui emergono evidentissimi limiti di capacità di gestione del punteggio e di lettura nei momenti topici del match. Male la difesa, fatta a fette dall’esplosività di Earl Calloway e dall’atletismo di James Gist, uno che tende ad arrivare decisamente più in alto dei suoi pari ruolo biancoverdi, male l'attacco, dove le soluzioni latitano quando il tiro da tre comincia a non entrare più e i leader designati tremano quando invece dovrebbero prendere in mano le redini del gioco.
Arpionato il pareggio a quota 73 con una giocata sopra il ferro di Gist che resterà per un bel po’ negli highlights dell’Eurolega, Malaga mette la testa avanti con una bomba di Williams e l’inchiodata di Vazquez su assist dello sesso prodotto di Oak Hill Academy, ma Bobby Brown, scomparso dopo aver dominato il terzo periodo, torna a battere un colpo con una penetrazione arzigogolata per forzare l’overtime. Nel prolungamento l’Unicaja mette subito le marce alte con una nuova tripla di Williams: Moss replica dall’angolo riaprendo finalmente la scatola, ma la MPS non regge in difesa, soprattutto vicino a canestro, dove Vazquez e Gist continuano a fare la voce grossa. Calloway insacca un’altra bomba dalla punta (89-87) momentaneamente tamponata da un’esecuzione deliziosa in svitamento di Kemp, ma le gambe di Brown crollano ancora sotto i guizzi del playmaker dell’Unicaja, liberissimo di spezzare la prima linea biancoverde e arrivare indisturbato al ferro (91-89). Siena ha la possibilità di gestire l’ultimo pallone, ma lo fa nel peggiore dei modi possibili. Moss si va a chiudere in un vicolo cieco rompendo tutte le spaziature in post-medio e il pallone che scarica debolmente all’esterno nelle mani di Kemp è una pura patata bollente: l’ex-Virtus è costretto a prendersi un tiro forzatissimo dal gomito a fil di sirena parzialmente stoppato da Gist. Terza sconfitta consecutiva in Europa, e MPS sola in fondo al Gruppo B.
Malaga: Simon 11, Urtasun 9, Calloway 15, Vazquez 8, Zoric 10; Williams 15, Lima 2, Perovic 2, Gist 13, Jimenez 0, Dragic 4. N.e.: Vidal. All.: Repesa.
Siena: Kasun 5, Brown 22, Kangur 3, Kemp 16, Moss 15; Sanikidze 8, Ress 11, Ortner 0, Janning 9, Hackett 0. N.e.: Carraretto, Rasic. All.: Banchi.

