Serviva una vittoria, ed è arrivata. Certo, non limpidissima, ma vincere in trasferta in Europa tende spesso a fare la differenza quando, alla fine della regular season, si tirano le somme per chi avanzerà al livello successivo. Serviva rimettere in carreggiata l'acquisto pregiato dell'estate, quel Keith Langford pessimo ad Avellino, partito fortissimo a Zagabria, poi spentosi nuovamente nei suoi individualismi, e poi riaccesosi di colpo, come un blocco di diavolina, quando la partita scottava: sette punti in fila di pregevolissima fattura, un assist al bacio per un Richard Hendrix che dimentica le spingardate di lunedì restando (con profitto decisamente maggiore) nel suo seminato, e... bum! Milano accelera di colpo dopo tre quarti stiracchiati lasciando lì un Cedevita tosto, sporco, muscolare, ma tradito da quella che dovrebbe essere la stella più brillante, quel Marques Green tenuto a soli 2 punti in 25' e assolutamente inconcludente nei momenti topici.
Se la coesistenza tra Langford e Hairston resta ancora alquanto fumosa (6 punti per Malik, che si limita spesso a fare lavoro oscuro), l'Olimpia si gode il buon impatto dei due greci (Fotsis 13 punti e 8 rimbalzi, Bourousis 11+8 e sprazzi di go-to-guy) e, soprattutto, un Omar Cook in grande spolvero, che, dimenticati a casa i panni del "vigile" direttore del traffico, veste quelli dell'attaccante vero, con decisioni prese senza esitazioni e una serie di bombe che fiocca nei momenti giusti del match (15 punti con 5/7 dall'arco, suo high pareggiato in Eurolega).
La svolta, come detto, arriva all'inizio del quarto periodo nonostante l'avvio sprint biancorosso, una fiammata che, come quella di Avellino, è destinata ad esaurirsi presto, sotto i colpi di Gelabale (20 punti "guizzanti" del francese), Wright (14) e della batteria dei lungagnoni bianchi e tosti di coach Maljkovic, da Andric al giovane Nurkic, passando per l'esperto Suput e l'attività del giovane Bilan. Tra mini-strappi e allunghi su entrambi i fronti si arriva al 30' ancora in situazione di equilibrio (53-56), quando Maljkovic, per proteggere proprio i suoi lunghi dai problemi di falli, apre il quarto periodo a zona e... bum! bum! Bomba di Stipcevic, l'unico strillo di un'altra serata sottotono, bomba di Basile dall'angolo, e l'Olimpia costruisce il primo break significativo sul 53-62. Poi, quando bisogna dare la spallata definitiva, è Langford a prendersi il palcoscenico: due entrate da anguilla nella difesa croata, seguite da una tripla e il sopraccitato assist per Hendrix: Milano tiene saldamente le mani sul manubrio (61-71), regge nel pitturato e sui cambi difensivi lucrando anche un paio di importanti recuperi, e vola via nel finale con le triple di Cook e Fotsis.
Lunedì sera si torna a casa, con Roma in arrivo: spenta la musichetta dell'Eurolega, la concentrazione resterà la stessa?
CEDEVITA ZAGABRIA-EA7 MILANO 71-83 (16-19, 37-40; 53-56)
Zagabria: Suput 8, Babic 7, Andric 8, Green 2, Bazdaric 0; Wright 14, Bilan 6, Ilievski 2, Gelabale 20, Nurkic 4, Suton 0. N.e.: Car. All.: Maljkovic.
Milano: Hairston 6, Fotsis 13, Cook 15, Bourousis 11, Langford 17; Stipcevic 5, Chiotti 0, Melli 0, Gentile 5, Hendrix 6, Basile 5. N.e.: Giachetti. All.: Scariolo.
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