Una squadra doveva vincere, all'altra bastava difendere il vantaggio: alla fine ad alzare le braccia al cielo è la prima delle compagini citate, Calvisano, che può continuare a sognare di concludere una stagione da sogno, iniziata da neo-promossa e culminata con la finale di campionato. Delusione e rabbia finale invece per Rovigo, che vanifica gli sforzi della gara d'andata con una gara di ritorno troppo remissiva.
Si partiva dal 14-8 per Rovigo della gara d'andata, un vantaggio di sei lunghezze da difendere con i denti. Allo Stadio Comunale San Michele, la squadra di casa è determinata e, di fatto, sempre in vantaggio nel punteggio: Griffen sblocca il match con un piazzato al 17', ma è la meta di Vunisa a dare la sferzata al match: i calci di Basson aiutano Rovigo a rimanere in partita, ma l'atteggiamento degli ospiti è quello di chi non fa altro che perdere tempo per cercare di raggiungere l'obiettivo. Dall'altra parte invece Calvisano macina gioco e calci, e Griffen non si tira mai indietro. La partita si decide alla fine: Rovigo sbaglia un calcio, troppo corto, Calvisano ci crede sino in fondo e si guadagna la chance di vincere. Griffen non si esime e la palla va tra i pali, facendo scoppiare la gioia del San Michele. Il tabellone dice 16-9, +7, è abbastanza: Calvisano è in finale, Rovigo è out.
Andrea Cavinato è raggiante: "L'importante è vincere quando conta. C'erano sei punti da recuperare, perdere sarebbe stato una grande beffa. Abbiamo superato noi stessi: avevamo una squadra in emergenza, abbiamo dovuto sostituire tanti giocatori. Se oggi una squadra merita di andare in finale questa è Rovigo. Oggi abbiamo fatto quello che nessuno ha fatto nella storia del rugby italiano: una neopromossa in finale. Questo non può passare inosservato per chi conosce questo sport. Siamo una squadretta di provincia di 7.000 abitanti da neopromossa, e con un allenatore nuovo. Prato e Mogliano sono di certo migliori di noi, ma per noi questo va al di là di uno scudetto.
Polla Roux è arrabbiato, ce l'ha con il direttore di gara: "Per due anni di seguito è andata allo stesso modo: non sono ancora contento per qualche decisione arbitrale. Avevo chiesto ai miei giocatori di non lasciare la parttia nelle mani dell'arbitro e degli avversari ma non ci siamo riusciti".
Domenica alle 17.30 Estra I Cavalieri Prato-Marchiol Mogliano (andata 29-24) decide la seconda finalista.