Roger FEDERER b. Juan Martin DEL POTRO 3-6, 7-6 (5), 19-17
Il Centre Court dell'All'England Club, il teatro dei Championships per riscrivere ancora una volta la storia del tennis: Roger Federer batte Juan Martin Del Potro in rimonta per la sua prima finale olimpica, la nona (sette vinte) sull'erba londinese di Wimbledon. Ma la storia si fa in due, perché il match di oggi sigla il nuovo record di durata nella storia del tennis per un incontro al meglio dei tre set: 4 ore e 25 minuti di tennis rarefatto e per Del Potro, che oggi ha disputato la partita più bella della carriera, c'è l'onore delle armi.
MISE EN ABYME - Nonostante lo score di 12 vittorie a 2 nei precedenti a favore dell'elvetico e gli unici successi di Del Potro nel 2009 (con la grande finale US Open) , era facile pronosticare alla vigilia un match in tre set equilibrato e combattivo, ma oggi Federer e Del Potro hanno giocato oltre ogni più rosea aspettativa per un capolavoro tennistico lungo 4 ore e 25'. Il primo set scivola fino al break dell'ottavo gioco per il 5-3 Del Potro, che chiude il primo parziale col servizio a zero. Nel secondo set Federer alza il ritmo per il solito campionario di tennis tecnicamente inavvicinabile, ma l'argentino resta aggrappato al punteggio con un atletismo indefesso salvando tre break-point fino al tie-break, dove il numero uno mondiale pareggia i conti con un ace sulla seconda palla del set.
TERZO SET LEGGENDARIO - Il terzo set è una maratona: Federer e Del Potro senza esitazioni a servizio fino al 6-6 e si va a oltranza: l'elvetico si prende il break del 10/9, ma Del Potro risponde addirittura col break-back a 0 per una striscia di 6 punti consecutivi e bissa uscendo da un delicatissimo 0/40 sul 14-14 con due vincenti. Per Federer le cose si erano complicate poco prima - 0/30 sull'11-12 - ma il campione uscente di Wimbledon serba quattro servizi vincenti e consecutivi nella faretra. Punto su punto, i numero 1 e 8 del seeding olimpico non rischiano più oltre il 30 nei giochi a servizio fino al 17-17, quando Federer si apre il campo fino allo 0/40 e uno stremato Del Potro deve concedere un altro break. Federer serve per il match e per il sipario sul climax, ma sul primo match-point sbaglia una comoda volée sul corpo: servizio a uscire e lingolinea per la seconda palla: Federer torna a difendere la rete e Del Potro affossa l'ultimo rovescio. 4 ore e 25': scalfito il record di durata che apparteneva a Djokovic e Nadal (4:12') per la semifinale di Madrid 2009, polverizzato quello olimpico siglato appena tre giorni fa da Tsonga e Milos Raonic.
C'E' SEMPRE UNA PRIMA VOLTA - Federer, dopo 17 prove dello Slam e una carriera da più grande di sempre, giocherà la prima finale alla sua terza partecipazione olimpica (ha vinto l'oro, ma in doppio, con Wawrinka a Pechino 2008); Del Potro chiude in lacrime per una sconfitta dopo lo spettacolo più bello e la beffa di un doppio misto da onorare entro un'ora con la connazionale Gisela Dulko.

Andy MURRAY b. Novak DJOKOVIC 7-5, 7-5
La rivincita è servita, perché meno di un mese dopo la finale dei Championships, sul Centre Court dell'All England Tennis cambierà la posta in palio, ma non gli interpreti: Andy Murray e Roger Federer per la medaglia d'oro olimpica. Lo scozzese ha sconfitto Novak Djokovic, numero 2 del seeding, con doppio 7-5 in un'altra semifinale, dopo quella leggendaria tra Federer e Del Potro, giocata ad altissimi livelli.
Due set molto equilibrati, ma con qualche gratuito di troppo da parte di Nole: per Murray la solita bolgia e la solidità al servizio, perché il britannico non concede nessuna palla break, mentre saranno fatali a Djokovic gli ultimi due giochi per la difesa dei set: Murray chiude la prima partita con volée di rovescio e passante e il match con un break a 0. Questione di dettagli...

FEDERER: "ATTESA LUNGA MA FINALMENTE GIOCO PER ORO" - "Sono stato sempre sotto, tranne quando ho servito la prima volta per il match - Roger Federer ripercorre i momenti della splendida semifinale vinta in rimonta su Del Potro - Non ho giocato un brutto game, ma dopo averlo perso è stata dura e le cose si sono fatte più difficili. Il fatto che si tratti della prima medaglia per la Svizzera in queste Olimpiadi mi ha dato grande forza, anche se non avevo mai visto giocare così bene Juan Martin, dall'inizio alla fine e soprattutto sull'erba. Deve essere orgoglioso della sua prova. Alla fine mi è dispiaciuto davvero per lui e gli auguro di fare un grande incontro per il bronzo. Le finali giocate sul Centrale - quella olimpica sarà la nona dopo sette titoli al Championships, ndr - forse mi hanno aiutato nel corso degli anni, così come l'aver giocato per record, grandi vittorie e libri di storia: oggi abbiamo giocato alla grande, uno spera che l'altro crolli, ma non è successo, è stata dura venirne fuori".
FEDERER: "COME UNA FINALE SLAM" - L'incontro di oggi è paragonabile a una finale del Grande Slam - ammette Federer, che di major ne ha vinti 17 - le emozioni che ho sentito qui sono molto simili, ma spero di averne conservata qualcuna per domenica anche se alla fine ero molto, molto emozionato. Ero nervoso oggi, mi sono visto perdere più volte durante l'incontro, ma allo stesso tempo mi vedevo con la medaglia al collo. Non potrei essere più felice, è un grande momento per la mia carriera e per la Svizzera, spero di ispirare gli altri miei connazionali che sono a questi Giochi. Dodici anni fa persi la semifinale con Tommy Haas e poi la finalina per il bronzo, ma ora posso vincere l'oro qui a Wimbledon, dove mi sento a casa: ho aspettato tanto ma ne è valsa la pena".

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