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    Esordi vincenti - Federer e Wimbledon, da Sampras alle Olimpiadi

    Non solo record per Roger Federer all'All England Club: la sua incredibile favola a Wimbledon iniziò con un match fantastico contro Sampras nel 2001 e tra pochi giorni vivrà un altro capitolo particolare, con il torneo olimpico di tennis

    Diciassette vittorie in una finale dello Slam su ventuno partecipazioni; 287 settimane in vetta alla classifica ATP, come lui, nessuno mai. Questi sono solo alcuni dei record che grazie all'ultimo successo a Wimbledon, Roger Federer, è riuscito a ritoccare. Eppure, dietro a questi numeri, si nasconde qualcosa di speciale. Non in molti sanno infatti che la storia d'amore tra il fenomeno di Basilea e l'erba dell'All England Club è iniziata in un modo che migliore, davvero, non avrebbe potuto essere.

    Sì perché nel 2001 un giovanissimo Federer, solo ventunenne, con una vittoria che oggi potremmo definire più che mai premonitrice, interruppe una striscia vincente di un altro fenomeno della racchetta mondiale: Pete Sampras. Quel 7-6, 5-7, 6-4, 6-7, 7-5 dello svizzero ai danni di Sampras fu un autentico passaggio di consegne al termine di una sfida epica: Federer, infatti, fermò agli ottavi un Sampras che sui campi da tennis in erba più famosi al mondo veniva da 7 titoli consecutivi e, dopo una maratona di 3 ore e 41 minuti, si pose agli occhi del mondo come il più promettente dei giovani tennisti in circolazione.

    Federer non vinse quel torneo - lo fece Ivanisevic con una wild card - e si fermò ai quarti, ma in quella partita dimostrò come da lì a due anni quei campi sarebbero diventati il "suo personale giardino", strappando una definizione che fino al 2001 era stata destinata appunto solo a Pete Sampras. Dal 2003 al 2009 infatti lo svizzero si impose sempre - con la sola eccezione del 2008 - infilando una serie di record da fare paura. Uno di questi è ad esempio il maggior numero di vittorie consecutive sull'erba, 65 (primato che terminò appunto nella sconfitta contro Nadal di Wimbeldon 2008).

    Federer, tornato "padrone di casa propria", può completare ora la sua straordinaria carriera con l'ultimo titolo che manca alla sua bacheca: l'oro l'olimpico nel singolare maschile. Lo svizzero mai a medaglia in un singolare alle Olimpiadi - l'oro è arrivato in doppio con Wawrinka a Pechino 2008 - può sfatare l'ultimo mito. Il torneo non si giocherà infatti su una superficie qualsiasi, ma bensì "sul giardino di casa". E chi ben comincia...

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