ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Federica Pellegrini: bello show, ma niente tempo

    Bella vittoria dopo un testa a testa con la danese Lotte Friis. Scozzoli secondo nei 100 rana, Cielo è ancora il numero 1 della velocità

    Riprendiamo da dove era finita agli europei di Debrecen, da quei 400 stile ad incognita perenne, quei 400 stile che l’hanno vista due volte campionessa del mondo, quei 400 stile che a volte prendono la forma di una croce pesantissima da portarsi sulle spalle. Riprendiamo, si sarà già capito, da Federica Pellegrini, prima medagliata del quarantanovesimo Settecolli, ultimo grande meeting internazionale prima dei Giochi Olimpici. 

    Il tempo odierno, 4.06.03 non è da prendere in considerazione in ottica olimpica, ma la gara è di quelle che si potrebbero definire televisive, tutta incentrata su un bel testa a testa con la danese Lotte Friis, testa a testa che, come da attese, si conclude con l’eroina di casa che riesce a mettere la mano davanti all’avversaria.

    Il pubblico del Settecolli applaude l’ennesimo oro della donna immagine del nuoto italiano, un oro che, a livello cronometrico, dista non poco da quelli di Camille Muffat al Mare Nostrum, ma che per ora basta e avanza. Lei l’ha detto chiaro e tondo, le sue risposte al mondo le darà a Londra, non prima e non dopo, e quindi, per ora, ci si deve accontentare, se di accontenatarsi si può parlare, di vederla chiudere la gara davanti a una Lotte Friis che proprio qui a Roma, proprio nello stesso anno della prima, clamorosa, doppietta della Pellegrini, era stata campionessa del mondo negli 800 stile libero. E così, nell’attesa della grande prova, non resta che concentrarsi su quello che le nazionali di mezzo mondo hanno saputo mettere in acqua al Foro Italico. Ultimi nel programma gare, ma di certo in testa all’indice di interesse, i super velocisti dei 50 stile libero. La mano davanti a tutti l’ha messa il brasiliano Cesar Cielo, campione olimpico in carica nella distanza, che si è lasciato alle spalle il francese Florent Manaudou, fratello della più celebre Laure Manaudou. Tra le donne corsa a due nella velocità dello stile libero e del delfino fra Svezia e Olanda, o in questo caso fra l’accoppiata Alshammar/Sjoestroem e Kromowidjojo/Dekker, una corsa a due nazioni che promette di ripresentarsi, senza troppe rivali a dare disturbo, nella gara che assegna il titolo olimpico. Con l’aiuto, da entrambe le parti, di qualche compagna di squadra, il parziale di oggi è di tre medaglie a testa, con l’Olanda che, però, si aggiudica entrambi gli ori. E poi c’è Fabio Scozzoli, eroe azzurro della rana che oggi, nei 100 rana, si è arreso per un soffio al sudafricano Van Der Burgh, un fan del Foro Italico visto che proprio qui aveva conquistato un doppio oro ai mondiali 2009. Un testa a testa simile a quello iniziale della Pellegrini, con la sola mancanza di lieto fine a fare la differenza, visto che stavolta la manciata di centesimi, quattro per l’esattezza, sono quelli che gli mancano per salire sul gradino più alto del podio. 1.00.43 è il crono di Scozzoli, 1.00.39 quello di Van Der Burgh, ma alla fine poco male, le vittorie che contano sono ben altre.