Un altro attacco di Linsanity attanaglia New York: dopo averla entusiasmata con le 6 vittorie consecutive nell'ultimo sprazzo di Mike D'Antoni, adesso tiene la Grande Mela con il fiato sospeso. Perché mentre i Knicks continuano ad affermare che il prodotto di Harvard sarà il playmaker sul quale verrà incentrata la squadra nei prossimi anni, l'acquisto di Jason Kidd e la trade conclusa con Portland per riportare Raymond Felton in arancioblù sembrano remare in tutt'altra direzione.
Andando con ordine. I Knicks hanno ripreso il buon Ray dopo un'annata fallimentare a Portland ricevendo anche il veteranissimo (nonché altro ex) Kurt Thomas nel pacchetto regalo: in cambio hanno ceduto Dan Gadzuric e Jared Jeffries, ma probabilmente dovranno tornare sul mercato per inserire un altro specialista difensivo, visto che hanno deciso di non pareggiare l'offerta triennale da 20 milioni di dollari che i Raptors hanno proposto a Landry Fields.
Con Felton, Kidd e Prigioni, che giocherà da rookie in NBA a 35 anni di età, e in attesa del recupero di Iman Shumpert, i Knicks sarebbero abbondantemente coperti in cabina di regia, dunque, a questo punto, Jeremy Lin risulterebbe superfluo, soprattutto alle nuove cifre per le quali dovrebbe essere confermato. I Rockets hanno ufficializzato un'offerta triennale da 25 milioni di dollari (l'anno scorso Lin ne ha guadagnati meno di 800.000) e se NY dovesse pareggiarla si ritroverebbe ad avere, fra due stagioni, 75 milioni impegnati per soli quattro giocatori: lo stesso Lin, Stoudemire, Anthony e Chandler.
La scelta più ovvia sarebbe quella di lasciar partire Linsanity, cosa che avverrebbe in automatico se l'offerta non dovesse essere pareggiata entro la mezzanotte di martedì, ma Glen Grunwald, il gm di NY, afferma di non aver ricevuto ancora nessun documento ufficiale da Houston (l'offerta deve essere portata fisicamente). Il rebus prosegue...
WATSON SI RICICLA AI NETS - Mentre nascono già le prime schermaglie fra le due franchigie che nella prossima stagione si divideranno la Grande Mela, Brooklyn allunga la panchina mettendo sotto contratto CJ Watson per due anni al minimo contrattuale. L'ex-playmaker dei Bulls era stato lasciato libero da Chicago assieme a Ronnie Brewer.
KORVER APPRODA AD ATLANTA - I Bulls lasciano partire anche Kyle Korver, ufficializzando un'operazione di mercato che permetterà di risparmiare 4.5 milioni di dollari: il cecchino ex-Utah proseguirà la sua carriera ad Atlanta, anche se per chiudere la trattativa è stato necessario l'inserimento di Minnesota. Chicago dovrebbe ricevere o una seconda scelta o un giocatore con un contratto leggero dai T-Wolves.
ERIC GORDON RESTA A NEW ORLEANS - Come già ampiamente annunciato nei giorni scorsi, gli Hornets hanno pareggiato l'offertona da 58 milioni per quattro anni che i Suns avevano messo sul piatto per Eric Gordon, nonostante l'ex-guardia dei Clippers avesse chiaramente lasciato intendere di preferire Phoenix alla franchigia della Louisiana. I Suns si getteranno ora in caccia di Courtney Lee e OJ Mayo, i due principali free-agent rimasti sul mercato, da affiancare a Goran Dragic.
BRAND: L'OFFERTA VINCENTE E' DEI MAVS - Dopo essere stato amnistiato dai Sixers, Elton Brand è stato "vinto" dai Mavs, che hanno offerto 2.1 milioni di dollari per assicurarselo e affiancarlo a Kaman e Nowitzki in vernice. Brand ha firmato per un anno, così come Darren Collison e lo stesso Kaman: Dallas vuole mantenere grande flessibilità per la prossima stagione in modo da lanciare una pesante offensiva per Chris Paul e Dwight Howard.
HAYWOOD A CHARLOTTE - Il monte-stipendi dei Mavs si è notevolmente alleggerito con il taglio via amnesty di Brendan Haywood, che sarebbe finito a libro paga per 27 milioni di dollari nelle prossime tre stagioni. L'offerta vincente per Haywood è arrivata da Charlotte, che nel prossimo campionato potrà così schierare due centri "riciclati" dagli stessi scarti dei Mavs: Haywood e Diop. Singolare...
KWAME BROWN A PHILADELPHIA - A proposito di centri riciclati, i Sixers hanno messo sotto contratto Kwame Brown per due anni a 6 milioni di dollari: per l'ex-scelta dei Wizards, che ritroverà in panchina Doug Collins, una sorta di "figura paterna" per lui nei suoi trascorsi a Washington, sarà la settima squadra della carriera. L'anno scorso, dopo aver firmato per un anno a 7 milioni con Golden State, ha giocato solo 9 partite prima di chiudere anticipatamente la stagione per un infortunio muscolare.
