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    Fiorentina a Guerini, Ljajic è fuori rosa

    La Viola promuove in panchina il team manager per le ultime due partite, mentre l'ex ct azzurro difende il tecnico esonerato: "Quando si è in una polveriera, prima o poi si esplode". Intanto, Adem Ljajic è stato messo fuori rosa. (foto AP/LaPresse)

    Ora è ufficiale, Vincenzo Guerini è il nuovo allenatore della Fiorentina. Fino a questa mattina in società con la qualifica di club manager viola, Guerini prende il posto di Delio Rossi esonerato ieri sera dopo l'aggressione nei confronti di Adam Ljajic durante la gara con il Novara. Andrea Della Valle, insieme al vicepresidente Cognigni, questa mattina ha incontrato Guerini ottenendo il sì del dirigente che torna in panchina dopo una lunga pausa che dura dal 2006, quando fu esonerato dal Catanzaro in Serie B.

    LJAJIC FUORI ROSA - Non passa impunito il comportamento del serbo, che ha portato al fattaccio. L'applauso al tecnico, che ha fatto seguito a un paio di scene simili nei confronti del pubblico viola, ha portato all'esclusione di Ljajic dalla rosa. Il giocatore è stato escluso dagli allenamenti della Fiorentina e molto probabilmente a fine stagione sarà ceduto.

    SACCHI: "ERA UNA POLVERIERA" - L'ex ct azzurro ha parlato a Tgcom24 del fattaccio di Delio Rossi: "Non credo che sia una follia, è un atto deplorevole ma è la conseguenza dell'ambiente. Il sistema calcio vive di eccessi e quando tutto è eccessivo lo divengono anche le reazioni. Non si può però demonizzare un allenatore che ha compiuto pur un fatto deplorevole. Delio Rossi è un grande professionista e sarà di certo rammaricato per quello che è successo. Tuttavia non dobbiamo meravigliarci per quanto è accaduto vista la tensione all'eccesso del mondo del calcio. Ormai viviamo nell'anormalità più totale e non ce ne accorgiamo. Per noi il calcio non è mai stato uno spettacolo sportivo con le sue regole ferree che sarebbero dei deterrenti all'eccesso. Da noi il calcio è rivendicazione sociale dove bisogna vincere a qualsiasi costo, anche con la furbizia e l'inganno. Se poi uno vive in una polveriera prima o poi esplode".

    CASTORI: "LO CAPISCO" - A parlare del caso è anche l'ex tecnico del Cesena, che nel 2004 aggredì Pietro Strada del Lumezzane: "L'episodio va condannato, ma io lo capisco bene come uomo e come allenatore. Può essere che il tecnico abbia sentito una provocazione evidente e di conseguenza abbia reagito. Rossi va compreso, perché i giocatori devono stare al posto loro e portare rispetto per una logica differenza di età. Io fui riconfermato a Cesena, mentre Rossi a Firenze è stato esonerato. Questa è una decisione che non riesco a comprendere, perché una società dovrebbe sempre stare dalla parte dell'allenatore, anche quando sbaglia. Se un rapporto è leale e corretto un giocatore capisce gli errori dei compagni, ma anche del mister. Tutti si è sulla stessa barca, io non condivido questo giustizialismo da parte della stampa. Mi auguro che la giustizia sportiva sia equa nei confronti di Delio. Il problema è che in Italia si punisce soltanto la reazione e mai la provocazione. Ma si è essere umani e succede di sbagliare".