Aspromonte, Avola, Baldini e Cassarà. Questo, in rigoroso ordine alfabetico, il quartetto dei fiorettisti che regala la quattordicesima medaglia dell’Italia, la sesta d’oro. Il Giappone del temibile Ota è battuto nella finale del fioretto a squadra maschile con il punteggio finale di 45 a 39. Grandissima la prestazione degli azzurri che dopo aver annichilito gli Stati uniti in semifinale, superano il Giappone nell’ultimo atto con una bellissima prestazione di squadra. E questo, spesso, non è così semplice quanto possa sembrare.
AVVIO COMPLICATO - E’ stato proprio Andrea Baldini a chiudere su Ota nel nono e ultimo assalto. Il livornese, cui era stato negato l’accesso alle Olimpiadi 2008 di Pechino per una (dubbia) storia di doping, non era partito fortissimo lasciando il primo assalto al Giappone per 5-3. L’Italia soffre e resta sotto anche nel secondo, dove Avola riesce solo a limitare i danni con Ota pareggiando per 4-4 e lasciando i nipponici avanti per 9 a 7.
GLI ASSALTI - Dal terzo assalto però l’Italia prende un vantaggio che non lascerà più fino alla fine. Cassarà vince il terzo per 8 a 4 e porta gli azzurri, in questo inizio contratti, sul 15-13. Il Giappone è però squadra tosta e nel sesto assalto si rifà sotto vincendo l’assalto di Cassarà per 7 a 5 e tenendo gli azzurri sulle spine fino all’ultimo giro di manche. Gli azzurri però sono perfetti: Avola vince il suo assalto 5-4, Cassarà fa la stessa cosa, lasciando così a Baldini un bottino di +3 da difendere dagli assalti di Ota: 40 a 37. Il livornese però non trema e a differenza della partenza blanda regala una grande scherma. L’ultimo assalto è infatti “il più semplice di tutti”: 5-2. Il resto è già storia per una squadra che dopo Anversa 1920, Amsterdam 1928, Berlino 1936, Merbourne 1956, Los Angeles 1984 e Atene 2004 torna a scrivere il nome dell’Italia nella posizione più prestigiosa all’interno del libro delle Olimpiadi.
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