"Sto tornando a casa a Pesaro perché sono sconvolto, sto andando dalla mia fidanzata e dalla mia famiglia. Ho chiesto tre giorni per riflettere se andare avanti oppure no". E' sconvolto il portiere del Foggia Paolo Ginestra che a Sky Sport 24 racconta dell'aggressione subita questo pomeriggio nel corso dell'allenamento.
"Se il calcio è questo bisogna vergognarsi tutti - continua - a 33 anni una cosa del genere ti cambia la vita, non so se ne vale la pena. Le mie colpe? Domenica dopo la partita ho fatto una dichiarazione ai tifosi di starci vicini, perché da settimane ci insultavano e minacciavano. Capisco che vivono in una situazione difficile, che la situazione di classifica è brutta, ma questo non basta a giustificare certe cose. Io poi avevo solo detto di starci vicini. Sono sconvolto, quando ti trovi 30 persone allo stadio che vengono per picchiarti non e' una cosa bella. Adesso per un periodo staccherò, né parlerò col mister e con la società. Io vengo dalla strada, conosco la sofferenza ma quando si arriva a questi episodi c'è da pensare. Già il nostro calcio ha dei problemi se poi si aggiungono queste cose".
Sulle sue condizioni dopo l'aggressione Ginestra dice: "Mi hanno dato dieci giorni di riposo, ho riportato un piccolo problema alla retina, un piccolo taglietto e per quel che riguarda lo zigomo farò una tac domani. Farò denuncia? Ho preso un po' di tempo, perché qui bisogna anche stare attenti. Capisco che a Foggia non c'è lavoro, non ci sono tante cose, ma questo non giustifica quello che hanno fatto oggi. Lo stipendio? A volte è arrivato puntuale, altre no, il calcio di Lega Pro non è quello di Serie A. Stiamo crescendo ma ancora c'è tanto da fare sotto tutti i punti di vista".
