Fabio FOGNINI b. Paul CAPDEVILLE 2-6, 6-2, 6-7, 6-1, 6-2
La notte porta consiglio a Fabio Fognini che dopo le fatiche della maratona di ieri, scende in campo decisamente più concentrato concedendo a Capdeville solo le briciole. E’ infatti un altro Fognini quello che oggi, evidentemente meteropatico, rispetto al tennis uggioso e divertente solo a sprazzi di ieri, gioca in maniera decisamente più solare facendo finalmente vedere il gap tecnico in campo e ottenendo un risultato che dopo ieri non appariva più così scontato.
La partita, infatti, dura pochissimo. Con il cileno che torna a servire sull’1-1, il ligure si prende subito un break finalmente confermato poi al servizio, dove a differenza di ieri infila una prima nel momento più delicato. Caodeville subisce il colpo, perde nuovamente la battuta e, nel game successivo, si vede annullate ancora da un determinato Fognini altre 3 palle che potenzialmente l’avrebbero di nuovo riavvicinato alla partita. Insomma, il parziale di 4-0 che Fognini infila da subito è sufficiente poi per chiudere 6-2 e regalare all’Italia il tanto sudato punto del 2-0.
CAPDEVILLE-AGUILAR b. SEPPI-BRACCIALI 6-4, 4-6, 6-4, 6-2
Se Fognini è un giocatore diverso rispetto a ieri, lo è anche l’Andreas Seppi sceso in campo oggi insieme a Bracciali per provare a portare a casa quel punto che avrebbe permesso all’Italia di rimanere nella Serie A della Coppa Davis con un turno d’anticipo. E invece a riavvicinarsi è il Cile che grazie al suo Capdeville-Aguilar vince meritatamente il doppio portando a casa quel punto che rimanda ogni discorso a domenica.
Sì perché Seppi e Bracciali giocano una prova troppo brutta per mettere in crisi persino una coppia come quella cilena che, senza strafare, riesce a chiudere il match in poco meno di 3 ore gestendo, di fatto, sempre la partita. Secondo set escluso, infatti, dove Seppi e Bracciali hanno un lampo di buon tennis nel game decisivo – il decimo – riuscendo a strappare la battuta sul più bello e a riportarsi in parità dopo un primo set mal giocato, il tennista bolzanino e quello aretino non riescono mai a preoccupare il duo cileno che, a differenza dei nostri, trova maggior feeling di quindici in quindici. Seppi e Bracciali, invece, non ingranano mai. Sotto in avvio di terzo per 3-0 e servizio ai cileni, gli azzurri vivono di lampi d’orgoglio, cercando di rimanere più volte attaccati alla gara nei game di servizio di Aguilar (soprattutto) e Capdeville senza mai essere però davvero convincenti a livello di feeling. Bracciali infatti non punisce a rete, Seppi non trova quella prima di servizio che proprio quest’anno è stato frutto del suo salto di qualità in singolare, in coppia non trovano quasi mai il ritmo giusto sugli scambi e, per giunta, per tutto il match danno la sensazione di comunicare ben poco.
Insomma, ne viene fuori che i cileni tengono un break di vantaggio fino alla fine del terzo set e, in avvio di quarto, se ne prendono un altro che è il preludio al 6-2 finale. Un anno fa, a Santiago, Barazzutti scelse Fognini e Bolelli trovando il punto che dopo 11 anni ci riportò nel World Group. Trecentosessantacinque giorni dopo il capitano del tennis italiano decide di cambiare coppia dimostrando - o almeno tentandoci - da un lato sì la duttilità del gruppo ma, anche, quanto al doppio maschile manchi un’Errani-Vinci in grado di garantire continuità tutto l’anno. E nella Davis nessuno fa sconti. Nemmeno i modesti Capdeville-Aguilar.

