La matricola 103 è finita nel cestino, così come un altro storico spezzone della pallacanestro italiana. Dopo due annate senza attività a livello senior, la Fortitudo Pallacanestro sparisce definitivamente dal panorama cestistico: radiata due mesi fa dal Consiglio Federale, l'ormai ex società di Gilberto Sacrati è stata dichiarata fallita anche dal Tribunale di Bologna.
La Fortitudo, che ha ancora 6.4 milioni di euro di debiti da saldare (i creditori più importanti sono Equitalia Centro, Bavutti Impresa Indipendente e Sa.Ca.SC), vedrà ora i suoi beni messi all'asta: Sacrati sostiene che anche il mega-tabellone, i seggiolini e i canestri del PalaDozza di Piazza Azzarita, lo storico palazzetto della F scudata, siano di proprietà della società - affermazione non condivisa dal Comune di Bologna, che ne rivendica il possesso secondo quanto stabilito dalla convenzione stipulata con la società stessa - e, se il Tribunale dovesse dargli ragione, potrebbero finire nel calderone per recuperare denaro e pagare i creditori.
Rischiano la stessa fine anche i trofei e le coppe messe in bacheca dal club campione d'Italia soltanto sette anni fa (2005, finale contro Milano) e finalista di Eurolega nel 2004 (ultima delle italiane a raggiungere quel traguardo): la Fortitudo ha due scudetti, una Coppa Italia, due Supercoppe italiane e una Coppa di Serie A dilettanti. Sacrati ha provato a salvare il salvabile cedendo i trofei alla sua nuova società, gli Eagles, poi ribattezzati in "Fortitudo Pallacanestro ssdarl con socio unico" e regolarmente iscritti in Dnb, ma il rischio è di aver soltanto complicato le cose, perché ora anche gli Eagles potrebbero essere chiamati in causa per saldare i debiti.

