ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    De Gendt si prende lo Stelvio: ora a Milano!

    Il belga della Vacansoleil vince la 20ma tappa del Giro d'Italia con un'azione di altri tempi su Mortirolo e Stelvio. Cunego, bravissimo, è secondo, mentre terzo chiude Nieve. Scarponi ci prova, ma chiude quinto dietro Rodriguez, che tiene e attacca nel finale. Hesjedal favorito in vista della crono

    Mancano 30 km all'assegnazione della maglia rosa: più o meno lo stesso numero di secondi (31) che dividono il primo in classifica generale, Joaquin Rodriguez, dal secondo, Ryder Hesjedal. Milano deciderà il Giro d'Italia: ma la lotta non è a due, forse sarà a tre (e non ce ne voglia l'attuale terzo, Michele Scarponi), perché la tappa dello Stelvio ci suggerisce un altro nome. Quello di Thomas De Gendt, belga della Vacansoleil che vince l'ultimo tappone dolomitico e rientra prepotentemente in corsa almeno per il podio.

    RABOTTINI E' MAGLIA AZZURRA - Il Giro d'Italia 2012 sarà sicuramente ricordato per la maglia azzurra di Matteo Rabottini. La classifica degli scalatori premia questo ragazzo di 24 anni della Farnese che, insidiato dalla pericolosa rimonta di Pirazzi, va in fuga insieme ad altri 13 corridori fin dal km 22 e transita per primo sui primi tre Gpm di questa giornata, Tonale, Aprica e Teglio. La maglia azzurra, colore che quest'anno ha sostituito lo storico verde, è matematicamente sua.

    GUARDINI ESPULSO - Non era mai capitato nelle precedenti 94 edizioni del Giro d'Italia, ma c'è sempre una prima volta. Andrea Guardini viene espulso dalla corsa per aver sfruttato troppo a lungo la scia della sua ammiraglia lungo la discesa del Tonale. A un giorno e mezzo dalla fine del suo primo Giro d'Italia, il vincitore della tappa di Vedelago deve quindi abbandonare la corsa. "Sono amareggiato - dirà -. E' una decisione della giuria che accetto, rispetto, ma non condivido. Ci sono situazioni di corsa dove serve la scorta tecnica, io sulla discesa del Tonale avevo bisogno dell'ammiraglia davanti per evitare rischi inutili".

    IMPRESA DI DE GENDT: CUNEGO ALL'ATTACCO - Il belga della Vacansoleil trova strada facendo l'importante collaborazione del compagno di squadra Matteo Carrara, oltre che del duo dell'Euskaltel Euskadi, Izaguirre-Nieve. Su di loro si riporterà poi anche Damiano Cunego, che sul Mortirolo scollina con una decina di secondi di ritardo rispetto al gruppo maglia rosa, ma che ha poi la forza di riprendere i migliori in discesa e di andarsene a sua volta. Il gruppetto - cui si aggiungono alcuni reduci dell'attacco del mattino e Zaugg, a lungo in fuga da solo ma poi ripreso pochi km prima dello Stelvio - procede di comune accordo: tirano soprattutto Izaguirre e Carrara, ma tanto basta per far lievitare il vantaggio nei confronti del gruppo maglia rosa.

    SCARPONI UNICO A PROVARCI - Tra i big della classifica non vi è intesa: nessuno tira, nessuno vuole prendersi la responsabilità dell'inseguimento. Una volta sullo Stelvio, De Gendt fa il vuoto, saluta Cunego e Nieve, gli ultimi ad arrendersi, e procede da solo. Il vantaggio del corridore belga sale, quasi fino a coprire interamente i 5'40'' che lo separano dalla maglia rosa. Poi dietro i big decidono che è ora di muoversi se non vogliono che le tre settimane di corsa si decidano così. A tirare è soprattutto Hesjedal: a un chilometro dall'arrivo attacca Scarponi, ancora una volta l'unico a provarci, con il marchigiano della Lampre che prende una ventina di metri a Rodriguez ed Hesjedal. Basso, Uran e Haeno sono al gancio, Pozzovivo crolla. La maglia rosa resiste, sale regolare e nel finale attacca a sua volta il canadese, che comunque resiste e non deraglia. Rodriguez si riporta su Scarponi, lo passa come sull'Alpe di Pampeago e chiude quarto a 3'22''. Poco prima erano arrivati Cunego, secondo a 56'', e Nieve, terzo a 2'50''. Primo, a dimostrazione del fatto che se si vuole vincere il Giro a volte bisogna anche rischiare di perderlo, è Thomas De Gendt, autore di un numero di altri tempi che lo vede rientrare adesso pericolosamente in classifica generale. Hesjedal si difende ancora una volta bene, mentre cedono definitivamente Basso e soprattutto Pozzovivo.

    IN VISTA DELLA CRONOMETRO - I ritardi sono importanti, e traslati sulla classifica generale dicono che alla vigilia della cronometro di Milano la maglia rosa di Joaquin Rodriguez è tutt'altro che al sicuro. Lo spagnolo della Katusha ha da gestire appena 31'' di vantaggio nei confronti di Ryder Hesjedal, più forte di lui nelle corse contro il tempo. Scarponi, nuovo terzo in graduatoria, è a 1'51'' dalla rosa, ma più che guardare avanti deve stare attento a chi c'è dietro: proprio quel Thomas De Gendt (ora 4° a 2'19'') che ha scosso il Giro sullo Stelvio e - tra i big della corsa - è decisamente quello che va meglio a cronometro.

    LE DICHIARAZIONI DEI PROTAGONISTI

    Thomas De Gendt (Vacansoleil): "La salita del Mortirolo era molto pericolosa quindi volevo essere primo in discesa. Poi Carrara ha iniziato ad andare velocissimo, poi Nieve e il suo compagno hanno dato tutto e siamo arrivati a oltre tre minuti. Sia io sia Nieve volevamo la vittoria, poi sullo Stelvio ho sentito ottime sensazioni, anche grazie agli allenamenti che ho fatto in salita, e ci ho provato. Gli ultimi km sono stati difficilissimi, stavo morendo. Se posso vincere il Giro? Non credo di poter vincere con quel distacco. Forse sul podio..."

    Joaquin Rodriguez (Katusha): "Hesjedal è il favorito numero uno per vincere il Giro. Io non lo do per perso, ma ho quasi bisogno di un miracolo per vincere. Le due tappe di montagna potrebbero rimanere nelle gambe, ma se siamo realisti dobbiamo dire che lui parte favorito. Se ci credo? Come nella vita, se non ci credessi non correrei nemmeno. Ho fatto 20 giorni a un livello molto buono; a Milano darò tutto. De Gendt? Difficile che riesca a prendermi. Ma nel ciclismo non si sa mai...".

    Giuseppe Saronni (Team Manager Lampre): "Forse si poteva fare di più, però non so quanto Cunego oggi avrebbe potuto aiutare Scarponi. Si poteva avvisare Damiano, ma a 10 km dall'arrivo, non a 2. Perché nel finale, con il vantaggio che aveva Cunego, o si sedeva sul paracarro, e la cosa sarebbe stata poco sportiva, oppure si lasciava la corsa così com'era. Più generosamente di così Scarponi non poteva correre, piuttosto sono mancati tutti i protagonisti annunciati. E guai a dare per morti corridori come Basso... Scarponi arrabbiato? Era molto affaticato. E, comunque, capisco l'arrabbiatura per non aver guadagnato da Hesjedal e perso da De Gendt, però questi sono gli imprevisti delle corse e nemmeno Cunego, nel finale, avrebbe potuto aiutarlo".

    Andrea Guardini (Farnese): "La mia esclusione? Ci sono certe situazioni in corsa in cui la macchina deve esserci perché altrimenti è pericoloso. C'è poi da dire che un'ammiraglia davanti nei tornanti danneggia e non avvantaggia. Io però non voglio fare polemiche, accetto la decisione della giuria ma ovviamente non posso condividere".

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    Manca solo una tappa al termine del 95esimo Giro d'Italia! Seguitela con noi, anche su Twitter! Chi vincerà la Corsa Rosa? Per Hesjedal è già tutto scritto oppure Rodriguez riuscirà a mantenere la maglia rosa nonostante la cronometro di Milano? Seguite l'ultima tappa del Giro d'Italia anche su Eurosport International (canale 211 del pacchetto Sky) a partire dalle 15.30!