STATI UNITI-NIGERIA 156-73 (49-25, 78-45; 119-62)
È una bomba di Andre Iguodala, a 4'30" dalla sirena, a infrangere il record olimpico di punti segnati di squadra appartenente al Brasile (138): gli States dilagano, anzi, esplodono letteralmente dagli argini travolgendo una Nigeria inerme e rendono la terza partita olimpica una spettacolare cavalcata a briglia sciolta in cui si condensano, con velocità incalcolabili, giocate atletiche e tecniche di livello stratosferico.
Rispetto alla partita di due giorni fa contro la Tunisia, quando l'approccio eccessivamente rilassato mandò su tutte le furie coach K con cambio totale del quintetto alla metà del primo quarto, il "Dream Team" sembra aver imparato la lezione: al quinto minuto spaccato arriva ancora la completa rivoluzione della line-up, ma, questa volta, è una decisione maturata dal fatto che la partita non esiste già più. Un avvio strepitoso di un ispiratissimo Kobe Bryant e di un altrettanto caldo Kevin Durant griffa un immediato 13-0 che innesca una sparatoria più che dantoniana, con ritmi altissimi, azioni che difficilmente si prolungano per più di una decina di secondi e tante, tante retine fatte frusciare.
Schiacciate sì, ma soprattutto tiri dall'arco, da quel 6.75 cui gli americani sembrano aver ormai abituato la mano, una distanza che, una volta assimilata nei movimenti tecnico-tattici, può rendere le triple una vera e propria manna dal cielo: gli States tirano un favoloso 29/46 di squadra (63%), cifre in cui Carmelo Anthony gioca una parte robusta, con il suo 10/12 per 37 punti totali (e 4 bombe consecutive nel terzo parziale).
Il primo periodo, in cui gli States scappano subito su un irreale 49-25 con un 11/14 dalla distanza, sembra quasi progettare una gara sui 200. Poi, la "frenata" (per così dire...) in un secondo quarto da 29 punti a referto ricalibra l'obiettivo sulla distruzione del record brasiliano. Fin troppo facile, perché la Nigeria, da parte sua, accetta i ritmi da vertiginosa run'n'gun, trovando anche qualche canestro semplice all'inizio (fino a quando Ike Diogu - ex Golden State - resta ispirato), e in difesa casca su ogni finta e sbaglia costantemente i tempi dei raddoppi e dei recuperi, aprendo varchi giganti per i tiratori sul perimetro e le schiacciate spettacolari al ferro dei taglianti. Dopo le due passeggiate con le africane che mettono già in archivio il discorso qualificazione ai quarti, gli States torneranno in campo sabato contro la Lituania, un avversario un po' più "vero".
Stati Uniti: Bryant 16, Durant 14, Paul 7, James 6, Chandler 2; Anthony 37, Westbrook 21, Love 15, Williams 13, Iguodala 9, Davis 9, Harden 7.
Nigeria: Diogu 27, Obashoan 8, Aminu 7, Skinn 3, Oyedeji 0; Oguchi 11, Ugboaja 8, Oruche 7, Aminu 2, Ibekwe 0, Archibong 0.
LE ALTRE PARTITE DELLA GIORNATA
GRUPPO A
Dopo la sconfitta al debutto con gli States, la Francia inanella la seconda vittoria consecutiva superando, dopo l'Argentina, un altro avversario di qualità e tradizione come la Lituania: i Bleus si impongono 82-74 grazie a un parzialone di 20-9 nel terzo quarto, e ai 27 punti di Tony Parker e ai 21 di Nicolas Batum. Un avvio a rilento non impedisce invece all'Argentina di superare la Tunisia, ormai eliminata dalla competizione: sotto di 14 lunghezze e doppiata al termine del primo quarto (14-28) l'Albiceleste si risveglia nel secondo periodo, arriva in parità all'intervallo lungo e prende poi il largo nella ripresa fino al 92-69: Manu Ginobili segna 24 punti, cui si aggiungono i 21 di Carlos Delfino e i 20 di Luis Scola.
CLASSIFICA GRUPPO A - Stati Uniti 3-0, Francia 2-1, Argentina 2-1, Lituania 1-2, Nigeria 1-2, Tunisia 0-3.
GRUPPO B
L'Australia centra la prima, importantissima vittoria contro la Cina, 81-61 con 20 punti di Patty Mills e 17 di David Andersen. La Spagna giocherella contro la Gran Bretagna ed evita una clamorosa sconfitta grazie alla mano saldissima di José Calderon dalla lunetta nei secondi finali, mentre gli inglesi infilavano una tripla dopo l'altra fino al 79-78 della sirena (26 di Deng e 25 di Freeland da una parte, 19 dello stesso Calderon e 17 di Pau Gasol dall'altra), ma il vero finale in volata è quello tra Brasile e Russia, con i russi a spuntarla 75-74 grazie a una tripla di Fridzon a 4" dallo scadere.
CLASSIFICA GRUPPO B - Russia 3-0, Spagna 3-0, Brasile 2-1, Australia 1-2, Cina 0-3, Gran Bretagna 0-3.
