ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Granger fa crack, Miami va sul 3-2

    Miami riprende il controllo della serie contro Indiana vincendo gara-5 in casa con 30 punti di LeBron James e 28 di Dwyane Wade: i Pacers reggono un tempo, poi si sfaldano quando Granger è costretto a lasciare il parquet per una distorsione alla caviglia

    MIAMI HEAT-INDIANA PACERS 115-83 (serie sul 3-2 Miami)

    Quattro giorni dopo le grandi paure vissute al termine di gara-3, Miami riprende il pieno controllo della serie e si rimette nella posizione più favorevole per accedere alle finali di Conference, con un LeBron James che continua a essere dominante, un Dwyane Wade che ripete la bella prestazione di domenica sera e, soprattutto, con un'Indiana che, oltre all'acqua alla gola, deve fare i conti anche con la caviglia distorta di Danny Granger che rischia pesantemente di condizionare il resto della serie. A dispetto dell'enorme scarto finale, infatti, i Pacers restano nella scia degli avversari fino a quando il loro top-scorer ricade male sul piede di LeBron dopo essersi alzato dall'arco per una tripla e finisce in spogliatoio per accertamenti: in quel momento, il tabellone dice 41-38 Miami, una forbice poi ampliata a 7 lunghezze all'intervallo lungo quando James trova due grandi canestri nei 27" secondi finali del quarto.

    Granger proverà poi a tornare a inizio ripresa, ma la sua permanenza sul parquet durerà poco più di tre minuti: dopo essersi allacciato con LeBron, ricadrà nuovamente male sulla caviglia e sarà costretto a guardare il resto della partita da spettatore non pagante. Con Granger out e un West frenato da problemi al ginocchio, gli Heat dilagano cavalcando le loro due stelle, semplicemente incontenibili quando possono sviluppare tutta la loro potenza/atletismo in campo aperto, e chiudono con un favoloso 61.4% al tiro, record di franchigia per una partita di playoff, e 9/16 da oltre l'arco, dove pesa tantissimo il 4/5 di Shane Battier, tra l'altro fondamentale come "terzo uomo" per lanciare i primi tentativi di allungo nella parte iniziale della gara (13 punti per l'ex-Memphis).

    "Non aver potuto avere Granger a disposizione per marcare James è stato un grande svantaggio per noi - commenterà Frank Vogel a fine partita, nonostante la reale efficacia difensiva della stella di Indiana su LeBron (fallacci a parte...) sia obiettivamente discutibile -. Ma ora dobbiamo essere bravi a tornare in carreggiata. Siamo una buona squadra, dobbiamo riprenderci e vincere gara-6 in casa".

    Alla fine ci sarà un LeBron in odore di tripla doppia, con 30 punti, 10 rimbalzi e 8 assist, mentre Wade ne aggiungerà 28 rimediando anche un taglio sul sopracciglio in seguito a un intervento poco ortodosso di Hansbrough, stanco di vederselo comparire in ogni dove: ci penserà poi Haslem (che in gara-4 si era procurato una ferita analoga...) a sistemare i conti mirando lo stesso Hansbrough (fallaccio sanzionato soltanto con un flagrant di tipo 1, dunque niente squalifica...) in una serie che sta diventando sempre più fisica con il trascorrere delle partite e l'accumularsi della stanchezza (vedasi anche l'altro flagrant con gomitata di Pittman su Lance Stephenson in pieno garbage-time).

    Su sponda Indiana, ferma a un mediocre 30/89 dal campo (33%, la peggior prestazione in una gara di post-season dal 2005) ci sono 11 punti di Paul George e 8 con 11 rimbalzi (compresa una tripla a dir poco estemporanea) per Roy Hibbert, mai in partita così come David West, fermo a 10 con 5/13 al tiro.

    Miami: Battier 13, James 30, Turiaf 2, Wade 28, Chalmers 8; Anthony 7, Miller 0, Cole 6, Jones 6, Haslem 10, Howard 3, Harris 2, Pittman 0. All.: Spoelstra.

    Indiana: Granger 10, West 10, Hibbert 8, George 11, Hill 6; Barbosa 6, Collison 8, Amundson 6, Hansbrough 8, Jones 5, Stephenson 1, Pendergraph 2, Price 2. All.: Vogel.