ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Gran Premio di San Marino - Graziano Rossi: "Valentino fa ancora paura"

    All'indomani del sorprendente podio a Misano di Vale Rossi, intervista ESCLUSIVA al padre dell'asso di Tavullia: "Con questo risultato ha dimostrato di essere ancora in grado di fare la differenza con una moto competitiva. Nel 2013 può lottare per il titolo, poi fra qualche anno lo vedremo in Sbk"

    La giornata della rinascita. Quando tutto sembrava perduto, e il sodalizio fra Valentino Rossi e Ducati destinato ad essere ricordato come una delle unioni più deludenti della storia di questo sport, a Misano è arrivato finalmente il primo podio del Dottore sull'asciutto, al termine di una gara finalmente da protagonista che ha riconsegnato al motociclismo un campione straordinario: l'unico che riesce ad incendiare le folle. Una gara da libro cuore sul circuito intitolato al grande amico Marco Simoncelli, che è stata accolta con sorpresa dal pilota di Tavullia, dalla casa di Borgo Panigale ma anche dal papà di Valentino, Graziano Rossi con il quale abbiamo voluto commentare la domenica da urlo di Rossi.

    Valentino Rossi veloce e al secondo posto con la Desmosedici sotto il sole. Finalmente il sogno è diventato realtà?

    "Dopo due anni in cui la moto ha fatto le bizze possiamo dire che la Desmosedici si è 'fatta toccare le tette'. Al di là degli scherzi finalmente è arrivata una gioia che non solo Vale ma tutti attendevano da tanto, troppo tempo. Il risultato di domenica mi ha fatto pensare a due cose: la prima è che non avrei mai pensato che fra essere protagonisti ed essere comprimari sarebbe bastata una minima modifica. E' bastato, infatti, un telaio nuovo che ha regalato più stabilità e minor consumo di gomme perché la Ducati tornasse davanti a giocarsi il podio. L'altro pensiero, che in realtà è più un auspicio, è che questo passo in avanti permetta alla Ducati e a Valentino di lottare per il podio anche nelle prossime cinque gare".

    Il fatto che questo risultato sia arrivato proprio a Misano, il circuito di casa per suo figlio da qualche mese intitolato a Marco Simoncelli rende tutto più speciale. E' convinto pure lei come Valentino che Marco abbia dato una mano affinché questo 2° posto si materializzasse?

    "Francamente non ci avevo mai pensato a questo fatto. Comunque è innegabile che il rapporto che legavaMarco a Vale fosse qualcosa di veramente speciale. Un affetto che veniva dall'anima. La loro amicizia era sincera e sarebbe sopravvissuta anche se i due fossero diventati rivali acerrimi in MotoGp. Purtroppo il destino non ha voluto che ciò accadesse però è bello che questa enorme gioia Valentino l'abbia ottenuta a Misano e potuta dedicare al Sic e alla sua famiglia".

    Nel dopogara Lorenzo ha ribadito che se Valentino il prossimo anno andrà così forte con la Yamaha potrà lottare per il campionato del mondo. Lei che ne pensa?

    "Sono convinto che la gara di domenica è stata la migliore risposta ai dubbi che Valentino ha espresso nelle scorse settimane riguardo alle possibilità di essere competitivo per ritornare a vincere da subito con la nuova moto. Se vi devo dire la verità io a questi timori di mio figlio non ho mai creduto: penso si trattino di dichiarazioni di facciata e che in cuor suo sia consapevole di essere ancora il solito campione, in grado di lottare per la vittoria da subito. Questa però è una mia supposizione con lui non ha mai parlato di queste cose. Sa io e Valentino il tempo di fare quattro chiacchiere lo troviamo solo alla fine degli allenamenti al ranch (la pista privata che Rossi ha costruito vicino a casa per allenarsi con la moto da cross, ndr) quando mangiamo le salsiccie guardando la televisione con gli amici: in quel contesto gli argomenti sono decisamente più frivoli...".

    Dunque come lo vede il prossimo mondiale: Lorenzo, Rossi e Pedrosa a lottare per il mondiale e gli altri a guardare?

    "Penso che a Valentino in effetti un paio di gare per riacquistare un po' di rodaggio con la Yamaha M1 serviranno poi però sarà lì a lottare con i migliori. Comunque io non penso che saranno solo tre piloti a lottare per il mondiale: penso ci saranno delle sorprese come Marquez, Bautista, Bradl o Iannone, un pilota che ho imparato a conoscere al Ranch e che ha davvero carattere da vendere".

    A proposito di Iannone che sarà dal 2013 uno dei quattro piloti in Ducati con Dovizioso, Hayden e Spies: come vede il futuro della casa di Borgo Panigale. Riuscirà ad essere più competitivo alla luce di questo miglioramento?

    "Posso dirvi che il sogno di Valentino, dopo che è stato annunciato il suo approdo in Yamaha, è sempre stato quello di chiudere con un podio o magari una vittoria con la Ducati per dimostrare che i due anni insieme non sono stati da buttare e che, nonostante tutte le difficoltà, è riuscito a migliorare la competività della Desmosedici. Questo sogno si è realizzato a Misano. Ora non so davvero cosa augurarmi: spero non la migliori troppo perché altrimenti va a finire che a rompere le uova nel paniere il prossimo anno non ci saranno solamente le moto giapponesi ma anche la Ducati".

    Domenica nel frattempo Valentino tornerà a guidare al Nuerburgring la Ferrari. L'amore per le vetture veloci è sempre presente. Sarà in questo mondo il futuro di Rossi?

    "Io penso che il futuro sarà ancora per qualche anno in MotoGp. Soprattutto se Valentino, come penso in cuor suo ambisca, tornerà a vincere le gare e a lottare per il mondiale. Poi lo step successivo, diciamo fra almeno tre-quattro anni, sarà l'appodo in Superbike. Con la Yamaha c'è un progetto avviato perché ciò si realizzi. Il mondiale Sbk da diversi anni offre grande spettacolo e battaglie infuocate e penso che uno come Valentino potrebbe togliersi delle soddisfazioni e regalare grandi emozioni. Le auto e le gare endurance, al volante di una Ferrari o di un auto da corsa di un altra marca, temo resteranno il passatempo da ultraquarantenne di mio figlio".