ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Guardiola "Real, devi saper vincere"

    Il tecnico del Barça lancia una stilettata nei confronti dei Blancos "Non mi vergogno di aver detto che sono successe cose strane in questa stagione. Il gestaccio di CR7 a Javi Martinez? Nel calcio bisogna saper vincere e saper perdere. Noi ci siamo sempre comportati in modo irreprensibile, loro..."

    Pep Guardiola non lascia ma raddoppia. Il tecnico del Barcellona, pur complimentadosi col Real Madrid per il titolo, nei giorni scorsi si è lasciato scappare un "non posso negare che siano successe cose strane che sono rimaste nascoste solo per il nostro silenzio", facendo intendere che la squadra di Mourinho è stata avvantaggiata da alcune sviste arbitrali.

    Pensiero corretto ma non troppo alla vigilia del derby con l'Espanyol. "Ho sempre pensato che per battere un avversario come il Real bisogna giocare benissimo e alle volte nemmeno basta - spiega - Ci è mancato qualcosa in questo senso ma quando una squadra fa tutti quei punti è perche' se lo merita. Il Real è forte, in tutti i sensi, i miei giocatori hanno fatto benissimo ma non abbastanza per competere contro un avversario come il Real ed è questa la riflessione che ho voluto fare".

    Parole che sembrano un passo indietro. Sembrano. Perché poi Guardiola aggiunge: "non mi pento di quello che ho detto. Magari mi sbagliero', ma pentirmi no. Alcuni hanno la pelle delicata, mi sono sbagliato molte volte ma non in questo caso".

    Polemiche a parte, il tecnico nega che al momento ci siano delle possibilità per un suo pronto ritorno al Barcellona una volta che le strade si separeranno a fine stagione "ma non si sa mai cosa puo' succedere in futuro: la mia vita al Barca è cominciata facendo il raccattapalle".

    Guardandosi indietro, Guardiola lascia ai posteri la valutazione del suo lavoro, "non sono stato qui per entrare nella storia ma per costruire la mia di storia. Ho cercato di far bene ed è questo quello che mi rimane, poi il tempo e i ricordi della gente diranno qualcosa di più. Ma aver vinto più o meno campionati non influenzerà il mio stato d'animo in futuro, non avevo la pretesa di vincere chissà quanti tornei", una frase che sa di frecciata a Mourinho.

    Poi, riferendosi a quanto accaduto tra Ronaldo e Javi Martinez al San Mames, ricorda che "tutto è importante, saper vincere e saper perdere. Noi abbiamo cercato di fare sempre del nostro meglio, alle volte abbiamo sbagliato, è normale, ma il nostro comportamento e' stato esemplare e ne sono orgoglioso: discreti quando le cose andavano bene, complimenti agli avversari quando sono stati superiori". Nel complesso, però, "nessuno di noi ha mai voluto essere la bandiera di niente. Abbiamo fatto del nostro meglio, ho concentrato tutto sul pallone e sono riuscito a far sì che nessuno ce lo togliesse. I tifosi sono stati felici nel vedere questa squadra e questo è ciò che ti fa sentire orgoglioso".