ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    L'addio di Guardiola "Sono stanco, mi fermo"

    Conferenza stampa molto emozionante per Pep Guardiola che, al fianco del presidente Rosell e del direttore sportivo Zubizarreta, ha spiegato il perché della sua scelta: "La ragione per cui vado via è il tempo. Sono stanco e adesso non sento il bisogno di allenare. Decisione maturata già ad ottobre"

    Così emozionato lo si era visto in pochissime circostanze Pep Guardiola, però non poteva essere che così. Dopo quattro anni in cui si è vinto tutto a livello nazionale, europeo e mondiale e soprattutto si è riusciti a stupire il mondo giocando il miglior calcio del mondo, per tanti la migliore di tutti i tempi. Ad ascoltarlo in una sala stampa gremita all'inverosimile ci sono anche i suoi giocatori: capitan Puyol, Xavi, Iniesta, Victor Valdes, Piqué, Busquets Pedro, Fabregas manca soltanto Messi che forse non ha trovato posto oppure non ha voluto farsi vedere in lacrime come tanti suoi compagni visibilmente commossi per questo addio.

    IL MOTIVO DELL'ADDIO? IL TEMPO - "Non è una situazione semplice, come potete immaginare. Cercherò di spiegare come mi sento e cosa provo - ha esordito Guardiola - Mi dispiace per l'incertezza che si è creata, mi dispiace aver creato qualche problema a persone che stimo e mi dispiace se qualcuno ha messo in dubbio il mio impegno e la mia serietà. Sono stato un giocatore del Barcellona prima di diventare allenatore, questa è sempre stata casa mia. Quattro anni come allenatore del Barcellona sono un'eternità. A ottobre e a dicembre avevo già parlato con il presidente e con la direzione, avevo già parlato della mia possibile decisione. Ma non potevo comunicarlo ai giocatori, c'erano ancora tante competizioni importanti e c'era tanto da fare. Ho potuto prendere questa decisione con calma, non avrei mai voluto creare problemi all'ambiente. Ho cercato di allenare i miei giocatori con il massimo impegno e la massima passione. Ho avuto il privilegio di allenarli, dal primo all'ultimo giorno mi hanno permesso di godermi la mia professione. Devo ringraziarli tutti, nessuno può capire cosa significhi immaginare una partita e vedere che tutto viene messo in pratica. La ragione di questo addio è solo una: il tempo. Quattro anni sono quattro anni. Sentire la stanchezza e la pressione è normale: il tempo è passato, un ciclo si chiude. Ho capito che il mio percorso era finito, sono felice di quello che ho fatto e di ciò che ho ottenuto. Me ne vado con la consapevolezza di aver dato il massimo".

    NON SENTO IL BISOGNO DI ALLENARE - Ma cosa farà in futuro Pep Guardiola? "Per adesso non ho voglia di allenare. Non ho forza di pensare a quello che sarà il futuro. Mi sono messo alla prova, non c'è prova più grande per un allenatore che guidare il Barcellona per uno che è cresciuto a 60 km che conosce amici e nemici qui e vincere quello che abbiamo vinto noi. La mia vita non è solo il calcio, l'ho sempre detto ai miei calciatori, guardate oltre il vostro Blackberry perché la vita non è solo il pallone c'è altro. In questi quattro anni per 365 giorni ho dovuto pensare sempree solo al calcio. Sono stanco, provato e voglio fare dell'altro. Poi magari un giorno mi sveglierò e capirò che vorrò ancora allenare e tornerò a farlo. Però in questo momento non ci penso". Guardiola ha anche diradato le ipotesi su un rumours che circolava nelle ultime su un presunto incontro in Inghilterra con Abramovich "Non è vera questa notizia. Non l'avrei mai fatto innanzitutto per il rispetto che provo per il mio club".

    VILANOVA, E' LA PERSONA GIUSTA - Richiesto di un parere sul suo sosttuto, Guardiola ha speso belle parole per Tito Vilanova, il suo vice e assistente in questi splendidi quattro anni: "Tito è una persona capace e competente, sono sicuro che ha l'energia e la forza necessaria per prendere in mano questo progetto. Non ho dubbi su di lui, altrimenti l'avrei detto, sono sicuro che sia la scelta giusta e coerente. Si continua sulla stessa strada, ammiro Tito per tutto quello che mi ha dato in questi anni -afferma-. I giocatori lo conoscono, non verrà rivoluzionato tutto quello che è stato fatto finora. Potrà dare ai giocatori tutto quello che io non ero più in grado di dare".