ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Hornets del futuro: roseo con Belinelli?

    Due scelte da lotteria, tanto spazio salariale, giovani in crescita, un bravo allenatore e un nuovo proprietario con l'entusiasmo per far ripartire la squadra. New Orleans è di fronte a un'estate cruciale per la ricostruzione nel dopo-Paul con tantissime possibilità. E Belinelli vuole restare

    A prima vista potrebbe sembrare anche un controsenso, ma una stagione da 21-45, numeri che sono valsi l'ultimo posto nella Western Conference, potrebbe anche essere stata una grande annata. E, siccome le grandi trade sono da considerare sempre con un occhio oltre l'immediato, a dispetto di queste cifre gli Hornets potrebbero essere riusciti ad assorbire molto, molto bene la separazione da Chris Paul.

    COESIONE - Se questo fosse un mondo giusto, Monty Williams si meriterebbe il premio di Coach of the Year, ma, siccome non lo è, al tecnico di New Orleans non resta che compiacersi del proprio lavoro con un sorriso appena accenato, come si addice al suo portamento sempre sobrio ed elegante, e ricevere i complimenti dei suoi ragazzi. Perché, per quanto gli Hornets fossero un po' scarsi davanti, per ammissione dello stesso Monty, hanno giocato una stagione esemplare, se non lacrimevole, per intensità difensiva, coesione, carattere, desiderio di lottare con tutte le proprie forze contro un destino che sembrava sempre più avverso. E, alla lunga, queste sono le cose che contano, perché è su questi presupposti che si fondano le squadre nel vero senso della parola. E le 6 vittorie nelle ultime 10 partite in un finale di stagione in cui le franchigie da lotteria di solito tendono a giocare "a perdere" per piazzarsi il peggio possibile in classifica e avere più possibilità di pescare la prima scelta, beh, la dicono lunga.

    ESPERIENZA - Ora come ora, New Orleans ha un nucleo molto giovane ma anche molto futuribile, che ha potuto acquisire tanta esperienza all'interno di una stagione martoriata dagli infortuni che, se da un lato ha reso la squadra il fanalino di coda dell'Ovest (dove 21 vittorie varrebbero comunque come una trentina a Est, dunque quasi i playoff...), ha anche permesso a coach Williams di dare tanto spazio a giocatori che, altrimenti, sarebbero appassiti in fondo alla panchina o limitati a semplici strumenti per allungare le rotazioni. Aminu, Smith, Henry, Ayon, Vasquez, Thomas, Johnson, Dyson, tutti giocatori giovani, in via di sviluppo, che hanno potuto archiviare tanti minuti di vera NBA (e non soltanto vari ed eventuali garbage-time...) e dunque avere un vantaggio in termini di crescita rispetto ai pari età e pari livello delle altre squadre. E coach Williams ha voluto investire così tanto sui giovani da estromettere volutamente Trevor Ariza dalle rotazioni nelle ultime partite (con il beneplacito dell'ex-Lakers, ovviamente, già contrattualmente a posto per i prossimi due anni) proprio per potersi completamente focalizzare sul loro processo di apprendimento e crescita.

    STABILITA' - Se nelle ultime due stagioni i movimenti di mercato erano stati limitati dall'amministrazione controllata che di fatto rendeva gli Hornets una franchigia gestita dalla Lega, ora, con l'arrivo del nuovo proprietario, Tom Benson, uno che ha già grande esperienza nello sport ad alto livello essendo proprietario dei Saints, in NFL (vincitori del Super Bowl nel 2009), c'è finalmente la possibilità e, soprattutto, la voglia di coltivare un progetto sensato. Benson confermerà Williams sulla panchina e farà lo stesso di Dell Demps, il gm, che avrà finalmente a disposizione qualche quattrino in più da spendere e che gli permetterà di andare oltre la semplice capacità di proporre contratti al minimo salariale per i rookie o per promuovere al piano superiore i giocatori della D-League. E se Demps è riuscito a fare quel che ha fatto in queste ultime due stagioni, le aspettative sono più che buone ora che avrà un portafoglio vero da cui pescare.

    MERCATO - Gli Hornets hanno due scelte da lotteria (c'è anche quella dei T-Wolves che rientra nell'affare Paul) e un discreto spazio salariale su cui muoversi in estate, visto che i 9 giocatori al momento a roster incideranno per 36 milioni sul monte stipendi della prossima stagione. Jack, Aminu, Smith, Henry, Ayon e Vasquez resteranno, Landry è free-agent ma ha già dato disponibilità a continuare a vestire la maglia di NOLA, così come Eric Gordon, che in stagione ha giocato solo 9 partite, 6 delle quali chiuse con una W. Certo, l'ex-Clippers è restricted free-agent (guadagnerebbe poco più di 5 milioni di dollari al momento), dunque appetitoso bersaglio per le altre squadre, ma New Orleans ha la possibilità economica per pareggiare offerte più danarose. Il grosso del cap sarà assorbito dalla coppia dei veterani Okafor-Ariza (possibili anche scambi?), mentre il sicuro addio di Chris Kaman libererà ben 14 milioni subito spendibili. Una situazione che rende Demps ansioso di mettersi in gioco. "Abbiamo grande flessibilità - afferma il gm in una intervista rilasciata al Times-Picayune -. E sarà interessante valutare le opzioni con cui potremo sfruttarla. Non abbiamo ancora tutte le risposte, ma una traccia da seguire, quella sì. Il nostro roster è pieno di giovani, e poi abbiamo scelte, abbiamo spazio salariale, abbiamo un sacco di possibilità percorribili per migliorarci. Non siamo certo a un punto morto".

    MARCO BELINELLI - No, non ci siamo dimenticati del Beli stilando la lista dei giocatori nel paragrafo precedente, semplicemente per dedicargliene uno a parte. L'ex-Fortitudo, ora 26enne, ha appena chiuso la sua miglior stagione NBA con 11.8 punti di media a gara, giocando tutte e 66 le partite in calendario e partendo titolare in 55 occasioni. In estate sarà free-agent (scade il suo contratto da un anno a 3.6 milioni di dollari), presterà orecchio alle offerte che gli arriveranno, ma non nasconde il suo desiderio di rimanere un Hornet. Certo, se Gordon dovesse restare, il Beli scivolerebbe fuori dal quintetto base, come primo cambio degli esterni, ma questa prospettiva non lo scoraggia: "Tutti sanno che amo New Orleans - ha dichiarato al Times-Picayune -. Mi piacciono la squadra, i tifosi, lo staff, il coach. E' ancora un po' presto per parlare del futuro, perché sarò free-agent e spero di ricevere tante offerte in estate, ma se quella buona dovesse arrivare dagli Hornets... beh, perché no? Sarei contento di restare qui. Quest'anno ho avuto la possibilità di giocare tanto e crescere. Sono molto soddisfatto della mia stagione".