Sono settimane decisive in casa McLaren e Mercedes. Il team di Woking può contare sulla miglior monoposto in griglia ma la perenne discontinuità sta facendo di fatto perdere la corsa al suo pilota di punta, Lewis Hamilton. E poi c'è proprio l'inglesino, figlio di questa McLaren ma stanco di questa discontinuità e affascinato, come ogni figlio che si rispetta, dall'esperienza lontano dal nido. Quindi c'è la Mercedes, ormai in caduta libera e apparentemente svogliata, o meglio demoralizzata e rassegnata. Cosa farà Schumacher? Quali saranno le scelte della casa tedesca al termine del triennio che avrebbe dovuto riportare il team sul tetto del mondo? Sono proprio queste le domande chiave. Tutti attendono una risposta, dallo stesso Schumacher, ancora in dubbio per il 2013, a Lewis Hamilton. Se la Mercedes offrirà le garanzie necessarie, tecniche e di gestione sportiva, Hamilton si trasferirà.
È un delicatissimo gioco d'equilibrio, dalla Germania all'Inghilterra. Manca un vero progetto o forse solo il nome a garanzia per convincere Hamilton. Dall'altra parte la McLaren continua nel lavoro di convincimento senza però voler passare per la parte debole del sistema. Offerta fatta ma Lewis a quanto pare non vuole andar oltre al "Sto bene in McLaren, è una grande squadra". La firma dipende da fattori esterni e solo il tempo riuscirà a risolvere la situazione. Già nelle prossime settimane il team tedesco potrebbe dare una risposta chiara sulla prossima stagione. Si parla di un addio assai probabile di Ross Brawn, incapace di portare a termine il progetto dei tre anni insieme a Schumacher. Quindi di un addio, con eleganza, proprio del Kaiser. Queste due scelte spianerebbero la strada all'arrivo di Hamilton, voglioso di dimostrare il proprio valore lontano da Woking e per una squadra da costruire a sua immagine e somiglianza (investimenti permettendo).
Ha bisogno di certezze Hamilton. Sono passati quattro anni dal suo trionfo iridato e la McLaren non sembra aver fatto quei passi avanti sperati. L'ultimo guaio di Singapore sembra prendere la forma di uno strano presagio. Il ritiro di Marina Bay taglia fuori Lewis dalla rincorsa mondiale e arriva nel momento peggiore, con l'inglese in uno splendido momento di forma e consapevole del proprio talento. In poche parole: o dalla prossima stagione si ha la certezza di vincere e di non commettere ancora questi errori, o tanti saluti.
La cosa certa è che di cose sicure non ce ne sono e così non si può fare altro che attendere. Un mercato in attesa, fino alla prima mossa tedesca. C'è tanta voglia di cambiare e di ostacolare i tentativi Ferrari di costruire pian piano una nuova epoca di successi. Il pilota c'è a Maranello e sembra bastare. A Woking il pilotà c'è ma la monoposto, e soprattutto il team continuano a non convincere.
McLaren o Mercedes? Sarà la domanda che sentiremo spesso nelle prossime settimane. E voi cosa pensate? È davvero arrivato il momento dei saluti per Lewis?

