Dominio, paura e poi crollo completo: gli Stati Uniti si complicano la vita e salutano la Coppa del Mondo femminile. A vincere alla Commerzbank-Arena di Francoforte è il Giappone di Norio Sasaki, che dimostra di avere il carattere e la grinta necessaria per portare a casa un mondiale, a prescindere dal gap fisico e atletico che dava i favori del pronostico alla formazione a stelle e strisce, che questo torneo l'aveva già vinto nel 1991 e nel 1999. Invece è il Giappone a raccontare il lieto fine della propria favola, imponendosi ai calci di rigore (3-1 il computo in questa fase) dopo aver raddrizzato due volte la gara
Gli Stati Uniti partono con tanta benzina in corpo e un sacco di occasioni da rete buttate al vento: ci provano Cheney, Wambach, Lloyd, Rapinoe ma la rete non arriva. Al 28’ l’occasione più nitida, ma il gran sinistro di Wambach trova solo la traversa. Si va al riposo sullo 0-0, e ancora si attendono notizie dalle giapponesi. Nella ripresa, passano quattro minuti e Cheney trova il palo, serve l’ingresso di Alex
1-1, si va ai supplementari:
