ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Il saluto vincente di Pep Guardiola

    Pep Guardiola lascia il Barcellona dopo 4 anni di successi e lo fa con l'ennesimo trofeo vinto, la Copa del Rey. Una finale dominata dai blaugrana che superano per 3-0 l'Athletic Bilbao

    Era scritto. Doveva andare in questa maniera perché una storia d'amore non deve finire con un rimpianto ma con il sorriso di chi ha dato tutto, ha provato le sensazioni più belle vincendo le battaglie e le varie difficoltà assieme. Si è chiuso un cerchio che, mai come questa volta può essere definito così perfetto tanto che Giotto, se fosse vissuto oggi, sarebbe sicuramente diventato tifoso del Barça.  La percezione che si ha, è quella di aver dato l'arrivederci ad un personaggio che ha portato qualcosa di bello nello sport che amiamo, un uomo che ha sempre la preferito la via della calma e della ragionevolezza all'istinto e alla polemica.

    E' una virtù che appartiene ai forti, ricordiamocelo. Una persona prima che un allenatore, capace di formare un gruppo vero senza dover creare strategie o filtri vari che portassero la squadra ad immaginare un nemico da combattere per sentirsi più forte ed unita. Una storia cominciata 4 anni fa con grandi ambizioni nel 2007 quando Pep ha mosso i primi passi nel Barcellona B. L'anno successivo Joan La Porta lo sceglie come tecnico della prima squadra e non sa ancora che la sua scelta verrà ripagata con gli interessi. Sei titoli su sei nella prima stagione da esordiente, cosa mai accaduta prima, e un gioco che lentamente diventa spettacolare grazie alla mentalità offensiva di uno che era già leader quando era in campo a gestire il centrocampo.

    Ronaldinho era l'asso nella manica di Frank Rijkaard, predecessore di Guardiola che invece scelse di scommettere su Messi e anche in questo caso, ebbe ragione. Qualcuno potrebbe buttarla sul 'ti piace vincere facile' con questo tipo di giocatori ma il punto è che lui ha raggiunto questi obiettivi giocando un calcio innovativo, totale, per ricordare un termine che andava di moda per descrivere l'Olanda di Cruyff degli anni '70. Un possesso palla asfissiante, basta pensare che in 247 partite nessun avversario lo ha messo sotto, verticalizzazioni fulminee e inserimenti senza palla senza sosta. L'Athletic Bilbao è stata l'ultima sfortunata vittima sacrificale che ha dovuto assistere all'ultimo atto di una orchestra perfetta che per l'ultima volta ha suonato all'unisono per il proprio grande direttore. Esiste il bello oggettivo che prescinde dal gusto o dal piacere personale. Questa squadra, come può accadere per un'opera d'arte o per una vera canzone d'autore, resterà nella storia del calcio come accadde al Milan di Sacchi o all'Ajax di Crujff. Arriverci Pep e grazie per averci fatto divertire.

    Il curriculum di Guardiola, semmai ce ne fosse bisogno, ricorda la sua storia al Barcellona...

    Ecco l'elenco dei trofei: 2008/2009: Coppa del Re, Liga, Champions league. 2009/2010: Supercoppa di Spagna, Supercoppa europea, Mondiale per Club, Liga 2010/2011: Supercoppa di Spagna, Liga, Champions league 2011/2012: Supercoppa di Spagna, Supercoppa europea, Mondiale per Club.