Iniziano a scarseggiare gli aggettivi. Pardon, sono finiti da tempo. Sì perché comunque vada, e questa frase è ben lontana dalla solita retorica olimpica, Josefa Idem ha già vinto.
La quarantasettenne azzurra ( a settembre 48!), alla sua ottava partecipazione ai giochi Olimpici, ha ancora la forza di mettere dietro tutte e qualificarsi per la finale del K1 500. E poco importa se la sua batteria è la più lenta e il suo 1.52.232 è “solamente” il settimo tempo. Josefa Idem ha infatti centrato l’obiettivo controllando la propria batteria in mattinata e uscendo, dopo la classica partenza a rilento, nella semifinale; gli ultimi 250 metri sono infatti la spettacolare rimonta di un’Atleta (con la maiuscola) capace di risalire dalla settima alla prima posizione regalandosi l’ennesimo successo di una straordinaria carriera.
“Sono andata oltre un limite personale – ha detto a caldo la Idem -. Mi sono lasciata trasportare dall’entusiasmo della folla”. E con quello ci lasciamo andare anche noi. Giovedì mattina, alle 11, l’ultimo appuntamento prima dell’addio dopo 28 anni ai Giochi Olimpici. Permettetecelo: comunque vada, sarà un successo.
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Al termine della gara, la Idem, ha riservato un pensiero anche per la vicenda Schwazer, fermato ieri da una squalifica per positività all'EPO. "Quando me l'hanno detto ieri sono rimasta sotto choc per alcuni minuti, mi sono venute le lacrime - ha affermato un'improvvisamente triste Idem -. C’è grande tristezza, è un lutto per lo sport italiano. Ho un'immagine così bella di lui, è un ragazzo che si è tanto fatto voler bene, non so cosa lo abbia spinto, ma mi dispiace tantissimo che sia successo".
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