ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Inchiesta di Cremona, convocato Conte

    Antonio Conte e Massimo Mezzaroma, presidente del Siena, saranno ascoltati dalla procura federale in relazione al filone di Cremona sul calcioscommesse. Dovranno chiarire le accuse avanzate da Filippo Carobbio. Entano nel vivo le indagini su Sampdoria-Napoli 2010

    Un processo si chiude, un altro si profila minaccioso all'orizzonte. Mai giornata fu più simbolica per fotografare al meglio lo scandalo sul calcioscommesse: all'ora di pranzo la Corte di giustizia federale ha chiuso il dibattimento relativo al secondo processo sportivo, basato sulla seconda parte dell'inchiesta penale avviata dalla Procura di Cremona, mentre nel pomeriggio gli investigatori federali hanno diramato il nuovo calendario di audizioni con nomi attesi e molto pesanti. Primo fra tutti l'attuale tecnico della Juventus ed ex allenatore del Siena Antonio Conte, convocato venerdì 13 luglio dal procuratore Stefano Palazzi per chiarire le accuse avanzate dal suo ex calciatore Filippo Carobbio (ascoltato nuovamente martedì 10 luglio) su alcune partite giocate dal club toscano nella serie B 2010-11. Lo stesso giorno gli investigatori federali ascolteranno anche il presidente del Siena Massimo Mezzaroma (tirato in ballo dal pentito Carlo Gervasoni per alcune informazioni ricevute dallo "zingaro" Gegic sulla partita Modena-Siena del 26 febbraio 2011) e il numero uno del Grosseto Piero Camilli, mentre il giorno precedente (giovedì 12 luglio) toccherà anche al presidente del Pescara Daniele Sebastiani.

    Se non bastasse, tra due giorni entreranno nel vivo le indagini della Procura federale sul materiale ricevuto da Napoli, e in particolare sulla presunta combine della partita Sampdoria-Napoli 1-0 del 16 maggio 2010 confessata dall'ex portiere partenopeo Matteo Gianello: al riguardo i collaboratori di Palazzi ascolteranno anche Morgan De Sanctis (5 luglio), Gianluca Grava, Paolo Cannavaro, Giuseppe Mascara e Walter Mazzarri (6 luglio), Fabio Quagliarella (9 luglio).

    Per la Procura, insomma, non c'è riposo, neppure nel giorno in cui la Corte di giustizia federale ha chiuso il secondo processo sportivo e si è ritirata in camera di consiglio, annunciando il dispositivo delle sentenze entro fine settimana, "tra venerdì e sabato" (mentre per le motivazioni bisognerà attendere circa trenta giorni). L'attesa per la decisione riguarda 30 tesserati - tra cui i radiati Luigi Sartor, Mario Cassano, Alessandro Zamperini e Nicola Santoni - e 10 società. Tra queste c'e' la Sampdoria, che spera di veder annullata l'ammenda ricevuta (50 mila euro) per la partecipazione del tesserato Cristian Bertani a un'associazione finalizzata alla commissione disciplinare, partecipazione negata dal Tribunale del Riesame di Brescia.

    Stesse speranza per Siena e Spezia (rispettivamente 50 mila e 30 mila euro d'ammenda ricevute dalla Disciplinare), penalizzate per la partecipazione del tesserato Filippo Carobbio alla suddetta associazione, mentre Novara e Reggina in serie B (4 punti a testa dalla Disciplinare) e soprattutto AlbinoLeffe in Lega Pro (15 punti e 90 mila euro d'ammenda) puntano allo sconto: "La responsabilità oggettiva e' un principio cardine - ha ribadito il presidente dell'AlbinoLeffe Gianfranco Andreoletti, in lacrime durante il primo processo, lucido di fronte alla Corte di giustizia federale - ma la pena deve essere graduale. La mia società è vittima del comportamento scorretto dei propri giocatori: quindici punti ci condannerebbero a morte sicura, ma con questa sentenza potete dare credibilità alla giustizia del mondo del calcio". La Corte dovrà poi valutare anche le istanze presentate dai cinque club intervenuti al processo come parti terze, ovvero Cesena, Nocerina, Vicenza, Gubbio e Barletta: sotto osservazione ci sono le posizioni di Atalanta e Novara nell'ultima serie A (contestate dal Cesena), ma soprattutto la classifica della serie B appena conclusa, con i sei punti di penalizzazione patteggiati dal Grosseto contestati all'unisono da Nocerina, Vicenza e Gubbio. Tante decisioni da prendere e una certezza: il lavoro non è finito perché tra poche settimane, al massimo un mese, partirà un nuovo processo sul calcioscommesse.