Il 2 aprile scorso fu la giornata più brutta della vita di Joan Lascorz: la caduta, il buio, il trasporto in ospedale e la prognosi affossante. Non si sapeva in quali condizioni potesse ritornare la giovane guida della Kawasaki: il rischio peggiore era quello della tetraplegia.
E' passato un po' di te4mpo da quel giorno e tante, tante ore tra ospedale e cliniche. Ora Lascorz, con sei ore di riabilitazione al giorno, riesce a muovere le braccia, anche se per le gambe non c'è nulla da fare. Nonostante la condizione di paraplegico, però, Lascorz si sta rimettendo bene e reagisce - oltre che fisicamente - anche mentalmente.
Ricoverato all'Istituto Guttman, infatti, Joan prosegue con la fisioterapia e nel tempo libero fraternizza con i "compagni di sventura" incontrati lì. La foto che riportiamo è la prima dopo l'incidente ed è stata pubblicata su Facebook e Twitter da Albert Llovera, ex sciatore e ora pilota di rally, anche lui costretto a una sedia a rotelle ed entrato in clinica per un intervento di natura urologica.
Lo stesso Llovera scrive: "Oggi mi lasciano girare per l'istituto con il freno tirato. Approfitto del fatto che sono arrivati i miei genitori per fare un giro e prendere una boccata d'aria. Qui sono con uno dei miei compagni della "Scuderia Guttmann", Joan Lascorz,; qualche giorno fa ero io a visitare la sua stanza, e adesso ha passato lui tutta la settimana a visitare la mia. Un giorno sei alle stelle e il giorno dopo... Non si sa. Proveremo a goderci ogni giorno e ogni momento".
Nonostante il brutto scherzo della vita a questi due piloti, Lascorz ha un braccio alzato e un bel sorriso. Buoni segnali per una guarigione serena, anche se parziale.
