Nel giorno del rifiuto del patteggiamento di Antonio Conte, Alessio e Stellini da parte del presidente della commissione disciplinare dellla FIGC Sergio Artico, più che dall'amichevole di Ginevra Benfica-Juventus, si attendeva qualche segnale importante dai diretti interessati.
E il segnale, a dir la verità doppio, c'è stato tutto. Sì perché da una parte Antonio Conte ha affidato, nonostante la presenza di Buffon, la fascia di capitano a uno degli indagati che rischia di più: Leonardo Bonucci. Dall'altro, invece, è arrivata la netta presa di posizione della società bianconera che dopo il rifiuto del giudice del patteggiamento (3 mesi), ha deciso di chiudersi dietro un emblematico silenzio stampa che va a tutelare gli interessi dei suoi tesserati nonostante tutti, è giusto dirlo e sottolinearlo, non fossero in rapporti alcuni con la Juventus al momento dei presunti reati.
IL RITORNO DEI NAZIONALI - Detto questo, il campo ha raccontato di una Juve tutto sommato tonica... almeno nel primo tempo. Conte ha provato nuovamente Marrone al centro della difesa a 3, unito a un centrocampo fatto di muscoli - Vidal, Asamoah e Marchisio -, il genio di Pirlo e la coppia d'attacco Matri-Giovinco. Insomma, il ritorno dei nazionali insieme ai potenziali titolari della prossima stagione hanno mostrato una Juventus tutto sommato piuttosto in forma.
MARRONE CONVINCENTE, MATRI NO - Non fraintendiamoci, i ritmi sono quelli di un'amichevole di agosto, ma la grinta di Vidal, la visione di Pirlo e l'attenzione di un Bonucci alla sua prima di capitano hanno permesso alla Juve di rischiare davvero poco. Così come convincente, per la seconda volta consecutiva, è apparso Marrone al centro della retroguardia. Il problema però, come nella scorsa stagione, arriva dalla zona rete. Un pimpante Giovinco è infatti mal supportato da un Matri in versione villaggio vacanze.
L'OCCASIONE - La formica atomica prova infatti ad ispirare il numero 32 bianconero ma l'attaccante, a cui viene comunque fischiato il fuorigioco, al 38' spara debolmente su Artur quando è solo davanti allo specchio della porta. E l'occasione migliore del primo tempo.
L'OCCASIONE... DI NUOVO - Pronti-via e nella ripresa l'attaccante lodigiano avrebbe immediatamente la chance per farsi perdonare: Pirlo illumina con uno dei suoi lanci, Artur esce in maniera maldestra e Matri a porta vuota viene toccato al momento della conclusione. E' rigore. Lo stesso 32 va sul dischetto ma tira debole, centrale e rasoterra. Tre componenti altamente incompatibili con il tiro dagli undici metri. Artur para in scioltezza.

LA GIRANDOLA - Conte lì capisce che per Matri non è serata, e con il suo cambio a favore di Quagliarella, inizia una serie di girandole che modifica profondamente la Juve. I nazionali fanno spazio ai giovani e alle riserve - Marchisio l'aveva già fatto nel primo tempo quando per una botta alla schiena era stato costretto a lasciare il campo a Giaccherini - e la Juve fatica a riassestarsi. Masi, Untersee, Pazienza, Krasic, Pogba e Ziegler. C'è spazio per tutti. Il Benfica ne approfitta così nel finale quando Cardozo, dopo uno splendido cross teso dalla sinistra, scappa dietro al distratto Masi e infila di tesa uno Storari che questa volta non puà nulla (pochi minuti prima infatti il portiere bianconero aveva salato su una conclusione ravvicinata di Rodrigo Mora). E' il vantaggio dei lusitani.
PAREGGIO LAST SECOND - E' l'88°. Sembra finita. Non lo è. Nell'ultimo dei due minuti di recupero il giovane primavera Untersee scappa sulla destra, crossa teso e preciso e pesca un liberissimo Krasic sul secondo palo: 1-1 e palla al centro... ma solo per il fischio che poi anticipa quelli finali.
Insomma, la Juve si conferma squadra con poca voglia di perdere anche in queste occasioni. Una nota positiva, in vista della Supercoppa di Pechino, che la squadra di Conte sembra volersi portare dietro anche in questa nuova, lunga, e potenzialmente assai complicata stagione.
