Con o senza il suo "vero" allenatore, poco cambia per la Juventus che sul campo ricomincia la nuova stagione da dove aveva lasciato: vincendo. Quel che è stato differente però, almeno prima dei gol di Lichtsteiner e Pirlo arrivati ad inizio ripresa a sbloccare la situazione, è che la Juventus è apparsa meno brillate del solito. Sarà che, di fatto, questo è ancora calcio d'agosto; saranno i carichi di lavoro, ma per i primi 45 minuti di gara un bel Parma ha imbrigliato - e non poco - il reparto che l'anno scorso aveva fatto l'autentica differenza per la squadra che sarebbe diventata poi campione d'Italia: il centrocampo. Una prima partita che ha lasciato molteplici spunti, dal punto di vista del campo e non. Sì perché se da un lato ci sono da sottolineare le splendide prove di Asamoah e Marrone, dall'altra non si potrà non parlare dei giudici di porta. La novità dell'ultimo minuto del calcio italiano, infatti, è da subito protagonista: un rigore e un gol arrivano direttamente dalle decisioni del "quinto" uomo.
PARMA GAGLIARDO - Ma andiamo con ordine. Come detto il primo tempo - e in particolare la prima mezz'ora - sono tutt'altro che una passeggiata per i campioni d'Italia. Donadoni mette infatti in campo un centrocampo tecnico e con la voglia di giocare a calcio più che pensare solo a difendersi e l'intensità, insieme a una scarsa condizione della Juventus, dà i suoi frutti impedendo ai bianconeri di creare una singola occasione da rete.
GIUDICE SUBITO PROTAGONISTA - Ci vuole dunque il primo episodio dubbio dell'anno per infiammare la gara. Al 32' Lichsteiner entra in area e anticipa Mirante che in uscita lo stende. L'arbitro non vede, ma il giudice di porta segnala immediatamente il fallo da rigore. Romeo ammonisce quindi Mirante ma la partenza di Lichtsteiner, c'è da dirlo, veniva da una netta posizione di fuorigioco non rilevata dal guardalinee. Dal dischetto - dopo un mini-litigio con Vucinic - va Vidal ma un detto milanese, che poco c'entra con questa partita, dice che "San Giovanni non fa inganni" ed il cileno si fa ipnotizzare da Mirante. Nulla di fatto. Il Parma si salva e va all'intervallo su un pareggio più che mai meritato a fronte di una Juventus ben lontana dagli standard di corsa della passata stagione.

UNA JUVE DIVERSA - Conte non può essere negli spogliatoi, ma vista la reazione dei suoi ad inizio ripresa c'è da giurare che abbia istruito a dovere Carrera. La Juventus infatti entra in campo completamente rivoluzionata nello spirito, aggredendo il Parma e alzando il ritmo e nel giro di un quarto d'ora decide la gara. Prima Vidal sfiora il gol su un pregevole pallone di Asamoah; due minuti dopo Vucinic pecca d'egoismo sul filtrante geniale di Vidal tirando anziché servire Marchisio libero a centroarea; ma al terzo tentativo la Juve passa: Asamoah scappa ancora a sinistra e mette al centro un cross rasoterra, Lichtsteiner brucia la difesa gialloblù e come nella passata stagione inaugura lo Juventus Stadium con una rete.
GIUDICE PROTAGONISTA, CAPITOLO 2 - La Juve non è paga. Dopo 5 minuti - 59' -, Vidal si conquista una punizione dal limite dell'area; Pirlo va sul pallone e lascia partire un velenoso colpo rasoterra: Mirante, poco oltre la linea di porta, è incerto nella trattenuta; l'arbitro fa giocare ma il giudice di porta richiama l'attenzione segnalando il gol. Pur essendoci la sensazione di una palla effettivamente dentro, nessun replay televisivo conferma con sicurezza l'accaduto lasciando così alla figura del giudice di porta da subito il "beneficio" di entrare in tutte le discussioni da bar (e non solo): servono o non servono? Creano confusione o no? Come sono stati formati? Eccetera eccetera.
LA GESTIONE - Da quel momento, però, la partita cambia radicalmente. La Juve inizia una gestione del gioco che in più di una occasione la porta a rischiare - Biabiany, Valdes, ma anche il subentrato Belfodil avranno più di una chance di accorciare le distanze - ma nonostante questo i bianconeri chiudono il match sul 2-0, non prima però di perdere Giovinco per un infortunio alla caviglia (allarme rientrato immediatamente nel dopo gara).
I SINGOLI - Insomma, se quella che da tutti è considerata la grande favorita per la vittoria finale ha convinto solo in parte nella sua prima uscita, il lato positivo per i tifosi bianconeri - e per Conte - sono le prestazioni di due dei tre nuovi innesti in formazione titolare rispetto alla passata stagione. Asamoah, in un ruolo da lui mai coperto a Udine, dopo aver convinto a Pechino contro il Napoli l'ha fatto di nuovo anche stasera, correndo per la fascia durante tutti i 90 minuti e dimostrandosi eccezionale sia in fase propositiva (suo l'assist che sblocca la gara), sia in fase difensiva (una paio di splendide chiusure in ripiegamento degne di un terzino puro). Marrone invece, reinventato da Conte difensore centrale con compiti d'avvio di manovra, ha di nuovo stupito tutti adattandosi a un ruolo che col tempo potrebbe definitivamente fargli cambiare idea riguardo ai suoi propositi da vice-Pirlo. Per quanto riguarda il Parma di Donadoni, invece, poco da dire (nel senso buono): se riuscirà infatti a riproporre per il resto del campionato il calcio dei primi 45 minuti, agli emiliani toccherà qualcosa in più di una salvezza tranquilla.


