La seconda sosta del campionato ci manda alla pausa con una Serie A nella quale a farla da padrona sono due squadre. Juventus e Napoli, le capolista che continuano ad andare a braccetto e dopo sette giornate viaggiano con un ruolino di marcia che non si vedeva da tempo. Sei vittorie in sette partite, per un totale di 19 punti. Entrambe imbattute, entrambe capaci di tenere un ritmo ragguardevole nonostante i tre impegni in una settimana. Non poteva esserci modo migliore per preparare alla grande lo scontro diretto in programma alla ripresa, sabato 20 ottobre alle 18.
LE PIU' MIGLIORATE - Il Napoli ha 8 punti in più rispetto alle prime sette giornate dello scorso campionato, la Juventus 6. In mezzo si inserisce soltanto un'Inter da +8 e quindi le due capolista sono indubbiamente le due squadre che sono migliorate di più insieme ai nerazzurri. Gli azzurri un anno fa avevano già perso due partite contro le piccole Chievo e Parma, i bianconeri erano stati bloccati sul pari in ben quattro occasioni (Bologna, Catania, Chievo e Genoa). Adesso, tutti questi problemi non vi sono più. E, anche se magari qualche punta di sofferenza c'è stata, Napoli e Juventus sembrano aver risolto il problema di come affrontare squadre molto chiuse. A sorridere, infatti, è anche il rapporto tra gol fatti e gol subiti. Un anno fa i ragazzi di Conte avevano segnato 11 gol (1,57 a partita) subendone 5 (0,71), quelli di Mazzarri 10 (1,42) e 5 (0,71). Adesso la Vecchia Signora viaggia a 17 prodotti (2,4, miglior attacco) e 4 incassati (0,57, seconda difesa), i partenopei a 14 segnati (2, secondo attacco) e 3 subiti (0,42, miglior difesa). Un miglioramento netto, così come quello di Cavani che un anno fa di questi tempi aveva segnato "solo" 3 gol (per giunta tutti nella partita con il Milan). E, adesso, ha già raddoppiato la posta con 6 reti. Al di là di questo, è tutto un equilibrio perfetto, anche se è bene ricordare che la Juventus ha giocato una partita in più in trasferta rispetto agli avversari diretti.
SOMIGLIANZE E DIFFERENZE - Così vicini, così lontani. Antonio Conte e Walter Mazzarri si sono spesso elogiati a distanza, prima che la sfida di Supercoppa dello scorso agosto non finisse per mettere un po' troppo pepe a un confronto di per sé già caldissimo. In effetti, vi sono pochi dubbi sul fatto che alcune somiglianze ci siano eccome. Napoli e Juventus sono le due squadre che giocano il calcio più intenso del nostro campionato e scendono in campo con un 3-5-2 piuttosto simile. Di differente, però, c'è la maggior propensione alle ripartenze degli azzurri che finisce per coinvolgere un minor numero di giocatori alla fase offensiva ma permette a Cavani di esaltarsi negli spazi. La Juventus, invece, ama il forcing, la pressione ossessiva e iper-sacchiana. Finendo per decidere le partite con gli inserimenti dei centrocampisti più che con la stoccata della punta. Non a caso la Vecchia Signora ha già mandato in gol 10 giocatori (nessuno ha fatto meglio, il Napoli si ferma a 6) ma i due più prolifici (Giovinco e Pirlo) hanno segnato la metà di Cavani.
FATTORE NAZIONALI - A pesare, sulla sfida del 20 ottobre, potrebbe essere proprio lo stato di forma dei calciatori che saranno impegnati con le rispettive selezioni. Juventus e Napoli sono state letteralmente decimate. Conte dovrà fare a meno di 16 giocatori, Mazzarri di 13. E, fatto ancora peggiore, il Napoli ritroverà soltanto il giovedì i 5 sudamericani (Cavani, Campagnaro, Fernandez, Zuniga e Vargas: tre titolari e due panchinari). La Juventus, quanto meno, avrà fuori soltanto Caceres, Isla e Vidal, quindi due panchinari e un titolare. Un fattore pesante. Ma, in fondo, se la vincitrice del prossimo scudetto dovrà uscire da una di queste due squadre, è logico pensare che la più forte delle due sarà quella che potrà sopperire meglio anche a questo problema.


