ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    La mano di Al Qaeda sui Giochi di Londra

    L'intelligence inglese studia come contrastare il terrorismo internazionale, ma anche le possibili rivolte popolari come quelle che si sono verificate lo scorso anno e che hanno messo a ferro e fuoco la città

    In Inghilterra fervono gli ultimi preparativi per accogliere l'evento mondiale dell'anno, i Giochi Olimpici. Si sta lavorando sull'allestimento e sugli ultimi ritocchi, mentre molti elementi che costituiranno questa grande kermesse sono pronti: pochi giorni fa, infatti, si è corsa la maratona cittadina sullo stesso percorso a cinque cerchi e già da tempo sono state effettuate le prove di collaudo per altre gare, come per esempio quella di ciclismo su strada. Tuttavia, lo stato di allerta è alto. L'Ufficio per la Sicurezza e l'Antiterrorismo, infatti, è occupato a prevedere il modo di affrontare le situazioni di emergenza per due minacce ben distinte.

    LA GUERRIGLIA URBANA, CHE BRUTTO RICORDO - Da un lato, infatti, c'è il rischio più "nazionalpopolare" di rivolte come accadde nell'estate scorsa: quasi un anno fa, le proteste della gente comune degenerarono in disordini in strada che si trasformarono in guerriglia urbana, con scontri tra manifestanti e polizia che misero la città a ferro e fuoco. I roghi erano numerosi e civlle un po' di tempo per domare le fiamme e tutti i focolai di rivolta. Il pericolo incombe di nuovo: la città sarà gremita di sportivi e brulicante di turisti, perciò sarebbe un ottimo periodo per i facinorosi. Colpire il Governo con una strage urbana (come quella che si verificò con le esplosioni del 2005 che devastarono parte delle strade e della metropolitana proprio quando fu proclamata Londra città ospitante dell'edizione 2012 dei Giochi) è sempre un obiettivo ambito per chi vuole compiere atti dimostrativi "forti".

    MONACO 1972 INSEGNA - Non solo le proteste interne, però, possono mettere a rischio le Olimpiadi: purtroppo il ricordo di Monaco 1972 è sempre vivo e l'intelligence inglese non può scartare l'ipotesi di considerare il terrorismo internazionale come una minaccia prioritaria. I servizi segreti di tutto il mondo, infatti, continuano a lavorare e la morte di Osama Bin Laden non ha comunque estirpato Al Qaeda. Con la decapitazione dell'organizzazione criminale, si è indebolito il nucleo centrale operante in Medio Oriente, ma secondo le stime attuali si è rafforzato l'attivismo delle cellule distaccate e dislocate per tutto il pianeta. Londra è da sempre sotto scacco come tutte le grandi città del mondo occidentale e ciò che preoccupa di più il capo della sicurezza è la nuova virata dell'attivismo di Al Qaeda.

    FAVORITE LE INIZIATIVE PERSONALI - Pare infatti che le nuove indicazioni ai vertici del gruppo britannico siano quelle di incoraggiare i seguaci all'auto-avviamento. Poca formazione, quindi, e tanta iniziativa personale per dimostrare che l'organizzazione terroristica sente la mancanza di un capo e che c'è la necessità di organizzarsi. Il pericolo, quindi, è gravissimo, perché senza una vera organizzazione alle spalle le intercettazioni telefoniche e ambientali perdono efficacia, così come il collocamento di eventuali infiltrati nelle cellule per carpirne i segreti. La mancanza di programmazione degli eventuali attacchi rappresenta una variabile di rischio altissima che le forze dell'ordine proveranno a contrastare in ogni modo possibile.