ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    La seconda giovinezza di Fabrizio Donato

    Non si esprimeva su questi livelli all'aperto da una decina d'anni e ora, che di anni ne ha 36, può puntare a qualcosa di importante in ottica olimpica. Daniele Meucci invece per essere più competitivo dovrà lavorare su una migliore distribuzione dello sforzo (foto AP/LaPresse)

    Fabrizio Donato finalmente non delude le attese, sue e nostre. All'alba dei 36 anni piazza una zampata alla prima prova della finale del salto triplo, annichilendo le velleità degli avversari con 17,63, che non diventa record italiano solo per l'aiuto troppo generoso di Eolo, che soffia alle sue spalle oltre il limite tollerato. Successivamente, in condizioni di umidità e temperatura non certo ideali, mette a segno due salti a 17,53 e 17,49, con vento nei limiti, mettendo in chiaro che non ce n'era per nessuno. Neppure per l'ucraino El-Sheryf, che pure alla prima misura si era espresso a 17,28.

    Donato aggiunge la seconda medaglia al bottino italiano, dopo il bronzo di ieri di Chiara Rosa nel peso, e si assicura il suo secondo titolo continentale, il primo outdoor. All'aperto non si esprimeva su questi livelli da almeno un decennio, da una serata speciale in quel di Milano, dove battagliò a suon di record nazionale con l'allora numero uno italiano, Paolo Camossi.

    Donato in molte altre occasioni internazionali si era presentato con alte aspettative, onore concesso solo a chi, come lui, è dotato di grande talento, ma troppo spesso infortuni o giornate storte l'avevano frenato, impedendoli di cogliere molto di quello che avrebbe potuto avere. Gli dobbiamo riconoscere di non essersi mai arreso. Londra è vicina. Gli avversari saranno altra cosa rispetto a quelli di oggi, ma con queste misure se la può giocare con chiunque.

    In serata anche Daniele Meucci si regala una ottima prestazione, con una gara da protagonista nei 10.000 metri, una grande grinta e un argento assai importante, dietro al turco Arikan. Anche in questa occasione, come nei 5.000 metri, perde qualche metro a 150 – 200 metri dal termine, recuperando poi negli ultimi 80 metri andando a superare il russo Rybakov ma trovandosi troppo lontano dal primo per poterlo acciuffare: è dotato di un buono spunto finale e se riuscisse a lavorare sulla distribuzione dello sforzo nell'ultimo giro, potrebbe togliersi ulteriori soddisfazioni.

    Alle Olimpiadi le sue ambizioni non potranno certo essere quelle di Donato, ma il pensiero di poter essere il primo degli europei potrebbe non essere così azzardato. Visti gli avversari che gli toccheranno, sarebbe già un ottimo risultato.

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