ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Lazio stangata: Dias e Marchetti appiedati

    Quattro turni di squalifica per il portiere, tre per il difensore biancoceleste che terminano anzitempo il loro campionato e gettano la spugna nella volata per la Champions League. (Foto Ap/LaPresse)

    Tanto tuonò che piovve. La rissa di Udine costa cara, anzi carissima, alla Lazio. Che dopo aver perso sul campo e aver subito l'aggancio dei friulani a quota 55 (oltre a quello di Napoli e Inter), finisce per dover incassare anche la stangata del Giudice Sportivo. Gianpaolo Tosel, infatti, ha deciso di punire severamente i biancocelesti per le proteste accese dopo il fattaccio dell'ultimo minuto dovuto al fischio proveniente dalle tribune.

    SETTE GIORNATE DI SQUALIFICA - E' questo il bilancio totale, decisamente pesante, per la Lazio. Il Giudice Sportivo ha calato la mannaia sul portiere Federico Marchetti, che tornerà dopo la prima giornata del prossimo campionato a causa di ben 4 giornate di stop " per avere, al termine della gara, sul terreno di giuoco, posto da tergo le mani sulla spalla dell'arbitro, spingendolo con veemenza". André Dias, invece, viene squalificato per tre giornate "per avere, al termine della gara, nel recinto di giuoco, assunto un atteggiamento aggressivo e gravemente intimidatorio nei confronti del quarto ufficiale venendo trattenuto con la forza dai presenti". Ma non è finita qui, perché gli atteggiamenti dei dirigenti costano caro anche dal punto di vista economico, con ben 20mila euro di ammenda rifilati alla Lazio.

    REJA SENZA SQUADRA - Con tre partite ancora da giocare e un sogno chiamato Champions League da inseguire, le cose si mettono male per il tecnico biancoceleste che nelle settimane scorse aveva dovuto accettare il forfait per infortunio di Miroslav Klose,  Hernanes, Christian Brocchi e Marius Stankevicius, la cui stagione è già terminata. Quattro assenze pesanti alle quali si aggiungono ora quelle di Marchetti e Dias. La speranza, a questo punto, è quanto meno quella di recuperare Senad Lulic e Stefan Radu in tempo per la sfida di mercoledì contro il Siena. Ma, di certo, la corsa si fa in salita, soprattutto se si tiene conto di un ruolino di marcia pessimo con ben 6 sconfitte nelle ultime 9 uscite.

    NICCHI ASSOLVE BERGONZI - Il presidente dell'Aia 'assolve' l'operato di Bergonzi nel finale di Udinese-Lazio. "Quello che è successo lo abbiamo visto tutti - ha detto Nicchi ai microfoni de "La Politica nel Pallone", su Gr Parlamento - e quello che è mancato è stato il buon senso. La partita era chiusa ma ci colgono di sorpresa le reazioni imprevedibili: come possono dei professionisti avere reazioni così violente? La corsa alle panchine, dirigenti contro dirigenti: chi va condannato è lo sprovveduto che ha fischiato ma anche in questi casi bisogna avere i nervi saldi. L'arbitro non ha fischiato e ha fatto segnali inequivocabili di continuare il gioco, tant'è che uno si è fermato ma cinque hanno proseguito: a livello regolamentare ha fatto ciò che doveva e solo lui poteva fermare il gioco. Ha deciso che quel fischio non ha inficiato, facendolo capire: si verrà a sapere chi lo ha fatto, spero che sia stato qualcuno al di fuori del recinto di gioco".

    COSMI SALTA LA JUVE - Il Giudice Sportivo ha squalificato anche il tecnico del Lecce, reo di aver tenuto un atteggiamento intimidatorio nel confronti di Mazzoleni, direttore di gara della sfida persa 2-1 in casa con il Parma. I salentini, terzultimi a un punto dal Genoa, saliranno quindi a Torino per sfidare la Juventus capolista senza Cosmi in panchina e Andrea Esposito in difesa. Anche qui, la strada si fa tremendamente in salita.