Come buona norma, un paio di giorni la pubblicazione dei deferimenti, escono particolari interessanti e a tratti agghiaccianti: le carte emanate dal procuratore della Federcalcio Stefano Palazzi, nelle sue 297 pagine racchiudono "perle di rara bellezza". Proviamo a raccontarne alcune.
GERVASONI "MAGHEGGIA", LA MOGLIE NON CE LA FA - Dai vari racconti emerge una verità inoppugnabile, ossia che l’ex difensore del Piacenza, Carlo Gervasoni, fosse il deus ex machina di tutta l'organizzazione. Come narra il suo amico e confidente Christian Bertani, quando Gervasoni rimaneva a corto di soldi, allora si rivolgeva alla moglie. "Una volta ho visto entrare la moglie di Gervasoni e lei mi fece un discorso del tipo “non ce la faccio più, sono arrivata al limite, io ho paura di lui in questo momento, non so chi è veramente, è impazzito”.
MAGLIE=ASCIUGAMANI PIENI DI SOLDI - Diverso il parere di Stefano Palazzi a riguardo, più propenso a puntare il proprio dito verso lo stesso Bertani. Il perché lo carpiamo da un racconto di un altro giocatore coinvolto, l'ascolano Vittorio Micolucci: "Gegic mi disse che qualora non fosse andata a buon fine la combine per Novara-Ascoli avrei dovuto restituire la somma al calciatore del Novara Bertani". Sono i modi di consegna, stile servizi segreti, a destare interesse: "Ti ho lasciato le maglie in albergo. Lui mi disse che si trovava con la macchina dietro al nostro pullman e che appena saremmo partiti, sarebbe andato a ritirare la busta contenente, in realtà, la somma di 40 mila euro avvolta in alcuni asciugamani...".
ANCHE L'ATALANTA NEI GUAI - All'appello, nelle 300 pagine sciorinate da Palazzi, non mancano riferimenti a Cristiano Doni, ovviamente: l'ex capitano dell'Atalanta potrebbe aggravare la posizione della sua ormai ex squadra. "...Andiamo tutti nei casini se continuano a fare quello che stanno facendo...", fa Doni in un sms. Secodo gli investigatori riferimenti come questo servirebbero a identificare il club nerazzurro passibile di responsabilità diretta. "Emergono elementi che lasciano ipotizzare un coinvolgimento diretto da parte della stessa società nella persona di alcuni dirigenti mai nominativamente nominati, tuttavia si ritiene che tali elementi non abbiano assunto dignità tale da consentire di sostenere l’accusa", si legge.