ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Euro 2012 - Le pagelle di Spagna-Italia

    Un'impresa trovare i migliori di una Roja da leggenda, Xavi, Iniesta e Casillas simboli di una squadra perfetta. Nottataccia azzurra, non basta l'ingresso di Di Natale nella ripresa.

    === SPAGNA ===

    Iker Casillas 7: L'unico modo in cui l'Italia ci prova nel primo tempo è con conclusioni dalla distanza, lui respinge senza sudare. Nella ripresa Di Natale cerca il guizzo dalla distanza, lui chiude senza sudare. Totem di una generazione di fenomeni.

    Alvaro Arbeloa 7: Dei due esterni bassi è quello che spinge meno, non per volontà sua. Chiude con precisione, appoggia con puntualità la manovra a centrocampo, non va mai in sofferenza da quella parte.

    Gerard Piqué 7: Con le buone o con le cattive, limita Balotelli in coppia con Sergio Ramos. Impossibile superarlo sui palloni alti, la mette sulla grinta per 90': e anche lì non ce n'è per nessuno.

    Sergio Ramos 7: Vedi Piqué, lascia pochissimo all'attacco azzurro spazzando quando serve e provandoci da fuori non appena ne ha la possibilità. Vince il duello con l'ex compagno Cassano, dalle sue parti proprio non si passa.

    Jordi Alba 7,5: E' il miglior terzino sinistro dell'Europeo, non ci sono dubbi. Corsa e fiato sulla corsia, gran senso della posizione e dell'inserimento ben palesati in occasione del 2-0, il gol che chiude la storia del match. Il Barcellona già gongola.

    Xabi Alonso 7: La storia del calcio lo insegna, le partite si vincono a centrocampo: per informazioni chiedere a lui, tatticamente inestimabile nel soffocare sia Pirlo che Marchisio, alleggerendo le chiavi della mediana.

    Xavi Hernandez 7,5: Può sbagliare una partita, non due. Dopo aver bucato la semifinale con il Portogallo, torna in sella alla Spagna e la guida senza mai andare in difficoltà, con geometrie in abbondanza e una capacità di gestire il pallone che andrebbe mostrata senza sosta nelle scuole calcio. Da clonare.

    Sergi Busquets 7: Corre per tre, come se la mediana iberica ne avesse bisogno... E' il completamento perfetto per un reparto di fenomeni, il "triplete" passa anche per la sua capacità di non perdere mai lucidità.

    David Silva 7,5: Qualcuno aveva storto il naso, alla vigilia, nel momento in cui Del Bosque lo aveva riproposto in un tridente senza una vera punta. Lui fa spallucce, si traveste da Speedy Gonzalez e nella prima mezz'ora fa lettaralmente impazzire la difesa azzurra. Il suo gol in avvio è il grimaldello che permette alla Spagna di scardinare la partita (dal 59' Pedro Rodriguez 7: allarga ancora di più il gioco, attaccando la profondità e mettendo in mezzo un paio di palloni decisamente pericolosi).

    Cesc Fabregas 7,5: Assist in quantità industriale, giocate sul velluto, facilità di dialogo: il "finto nueve" in carne ed ossa, riesce a rendere fluida una manovra offensiva già di per sè molto, molto ispirata (dal 75' Fernando Torres 7,5: Del Bosque gli concede un quarto d'ora, lui lo ripaga con un gol (quello del 3-0) e l'assist per il poker calato da Mata. Può bastare?).

    Andrés Iniesta 7,5: Roba da aggiornare il vocabolario. Come spiegare con un unico aggettivo un giocatore in grado di saltare l'uomo, giocare il pallone nel modo meno scontato e più favorevole possibile, dialogando con i compagni in spazi vietati ai più? E' il centro di gravità di una squadra da leggenda (dall'87' Juan Mata 7: nemmeno il tempo di entrare in campo che Torres gli offre il cioccolatino del 4-0, difficile onestamente chiedergli di più).

    Vicente Del Bosque 7: Una partita che lui è bravo a mettere sui binari giusti con un'interpretazione aggressiva fin dall'avvio, senza aspettare nè concedere morale e campo all'Italia. Champions League, Europeo e Mondiale: Vicente il calmo ora è nella storia.

    === ITALIA ===

    Gianluigi Buffon 5,5: Freddato dal tap-in da zero metri di Silva, non può certo impedire che la partita prenda una brutta piega. Non può nulla sul tocco in uscita di Jordi Alba, beffato nel finale dall'uno-due spagnolo.

    Ignazio Abate 5: Preferito a Balzaretti come unica novità dall'inizio rispetto alla gara vinta con la Germania, soffre maledettamente le iniziative spagnole sulla fascia destra. Acciaccato nel secondo tempo, a cambi esauriti, deve stringere i denti. Ma è in costante difficoltà.

    Leonardo Bonucci 5: Le sue lacrime a fine partita fanno il giro del mondo, simbolo di una resa inaspettata e fragorosa come quella azzurra. Lui più di Barzagli soffre l'assenza di un punto di riferimento nella fila spagnole, brutta copia del centrale sicuro ammirato nel resto dell'Europeo.

    Andrea Barzagli 5: Non riesce a trasmettere sicurezza al reparto, va in tilt spesso e volentieri in fase di impostazione, finisce per cavarsela spazzando di tanto in tanto. Ma è davvero poco.

    Giorgio Chiellini 4,5: Da subito in difficoltà sulla fascia sinistra, fisicamente e tecnicamente contro i piccoletti di Del Bosque. Ha sulla coscienza il gol di Silva, lascia il campo dopo venti minuti per un altro stiramento (dal 21' Federico Balzaretti 5: avvio incoraggiante, con un paio di affondi e cross con piglio. Si perde, travolto dalla marea rossa che spinge da quella parte).

    Daniele De Rossi 5,5: Come Chiellini non è al meglio, debilitato dal nervo sciatico così come nella semifinale contro i tedeschi. Prova a stare a galla con le armi che gli sono proprie, carattere e corsa. Ma non basta.

    Andrea Pirlo 5: Desaparecido. Non è che il lontano parente del trascinatore che ha illuminato il cammino azzurro fino a Kiev. Gli spagnoli lo asfissiano più che ingabbiarlo, lui non trova mai un guizzo dei suoi. E l'Italia affonda.

    Claudio Marchisio 4,5: Non pervenuto, costantemente preso d'infilata da un centrocampo di ossessi come quello spagnolo. Tatticamente meno sul pezzo del solito, viene travolto senza attenuanti.

    Riccardo Montolivo 5: Imbottigliato a metà tra centrocampo ed attacco, non riesce a galleggiare sulla trequarti finendo per ostruire il canale per le punte, piuttosto che accenderlo (dal 57' Thiago Motta s.v.: il senza voto più crudele della storia, almeno nel nostro Europeo. L'ultimo cambio di Prandelli, bruciato dal suo problema alla coscia dopo pochi minuti).

    Mario Balotelli 5: Non è quello che ha spazzato via la Germania, lo si capisce dopo un paio di controlli un po' così in avvio. Prova a farsi strada in mezzo a Sergio Ramos e Piqué ma è una lotta impari. Finisce per incaponirsi, affidandosi solo e soltanto a conclusioni dalla distanza.

    Antonio Cassano 5,5: Solo un tempo, anche a causa delle non perfette condizioni fisiche. Un peccato, perchè il barese era sembrato uno dei pochi ad avere il giusto bilanciamento tra motivazioni e sangue freddo (dal 46' Antonio Di Natale 5,5: pronti, via e sembra poter cambiare la partita con un paio di guizzi dei suoi, poco fortunati. Cala alla distanza, perdendo di efficacia in concomitanza con l'inferiorità numerica azzurra)

    Cesare Prandelli 5: Non è un voto all'Europeo, lo premettiamo, ma solo e soltanto ad una partita in cui (anche) lui ha sbagliato tanto. Rischia Chiellini, De Rossi e Cassano nonostante le precarie condizioni fisiche, non rischia una punta (Diamanti o Giovinco) nemmeno come terzo cambio, inserendo quel Thiago Motta che, sfortuna vuole, finisce per andare k.o. in tempo zero. Poteva finire meglio.

    Eurosport ti offre tutti i match di Euro 2012 in differita, anche su web e mobile con Eurosport Player (www.eurosportplayer.it). Non perdere poi il magazine "Euro 2012 Show", in onda ogni giorno alle ore 20:00 su Eurosport con gli approfondimenti di Kluivert, Benitez, Wenger, Bobic, Berthold e Dacourt