Giovani e forti. E francesi. Nell’attesa finale dei 100 metri, Christophe Lemaitre, classe 1990, vince come da pronostico, ma faticando, non da pronostico, non poco per avere ragione dell’ancor più giovane connazionale Vicaut, classe 1992 (!). i tempi, seppur non eccezionali, per quello a cui oramai siamo abituati, sono di tutto rispetto: 10.09 contro 10.12. Probabilmente la gara è stata disturbata, e ne sa qualcosa il nostro Collio, dall’ammonizione, senza squalifica, dell’atleta lituano Sakalauskas, oltre ad un leggero vento contrario.
C’è da dire che Lemaitre è apparso meno brillante di altre occasioni. La partenza non è mai stato il suo forte, seppur oggi non sia andato così male, costruendo solitamente le sue gare migliori nella fase lanciata. Invece in finale non è riuscito a distanziare praticamente mai il suo connazionale, nella corsia a fianco, mentre lo svedese Saidy Ndure, poi terzo, scappava via per essere ripreso con molto impegno solo negli ultimi 30 metri.
Oggi è arrivata al vittoria, ma a livello mondiale, se il giovane campione francese vorrà togliersi qualche soddisfazione a Londra, sicuramente la sua corsa dovrà essere più efficace e brillante, visti i marziani contro cui dovrà scontrarsi.
C’è comunque da dire che la Francia, a questo punto, oltre ad avere legittime ambizioni di finale olimpica con Lemaitre, costruendo un quartetto compatto e senza sbavature, potrebbe dire la sua in fatto di medaglie anche nella staffetta 4 *100.
Nel resto della giornata, a livello nostrano, possiamo solo rimpiangere l’assenza di Antonietta Di Martino, che in una finale dell’alto di livello davvero modesto avrebbe potuto dire la sua per il gradino più alto del podio. Bene, finalmente, Fabrizio Donato nel triplo, qualificato con il miglior salto, 17,17 m, ottenuto alla prima prova. Bene anche Nadia Ejjafini, maratoneta prestata obtorto collo alla pista, sesta nei 5.000 metri femminili con una prova grintosa che le vale anche il minimo A per i giochi olimpici. Finale conquistata anche da Libania Grenot, che deve aver lasciato in stanza la controfigura impacciata di ieri, e da Marco Vistalli nel giro di pista, oltre all’eterno ed immarcescibile Vizzoni con la seconda misura di qualificazione del martello. Staremo a vedere.
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