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    Leonardo vs Berlusconi "Contrasti nel Milan"

    Leonardo - in una lunga intervista all'Equipe - torna a parlare della sua esperienza in Italia. "Con Berlusconi ho avuto dei problemi, è vero" "Moratti mi ha trattato come un figlio" "Con Gattuso abbiamo fatto pace"

    Leonardo ha concesso una lunga intervista al quotidiano sportivo francese L'Equipe, in cui è tornato a parlare della sua esperienza italiana come allenatore. Ecco le linee essenziali.

    SU BERLUSCONI - " Ormai non ho più contatti con lui. Abbiamo avuto dei contasti nel momento in cui lasciai il Milan. Sì, mi ha criticato molto quando allenavo il Milan, ma quale Presidente non lo fa? Non era legato a quello il problema, non ha proprio niente a che vedere con quello".

    MORATTI - "Mi ha trattato come un figlio. Lo ammiro molto. Svolge il suo lavoro con passione, con il cuore ed è sempre stato criticato per questo, ma a conti fatti per l'Inter c'è sempre stato. Mi terrò sempre in contatto con lui, indipendentemente se lavoreremo ancora insieme o meno.

    GATTUSO - "Abbiamo fatto pace! Lo conosco dal 1999. Quando arrivò al Milan era un ragazzino. Sono stato il suo allenatore e abbiamo avuto qualche diverbio. Il giorno che lasciò il Milan quest'estate gli ho scritto; lui mi ha risposto ed abbiamo fatto pace. Così è fatto Rino Gattuso! Ha sempre voluto giocare, anche quando non era nelle condizioni di farlo. Ma in quel periodo la squadra stava ottenendo ottimi risultati e non potevo farlo giocare."

    PSG - "Il campionato non dipende da queste prime due giornate. In Francia, questa è forse l'unica squadra che ha quasi completamente cambiato la sua formazione di partenza. Altre squadre sono più rodate". "Debuchy è un ottimo giocatore. Il suo agente è lo stesso di Bodmer. Quindi possiamo dire che abbiamo già parlato di lui. Ma non abbiamo mai intavolato trattative con il Lille". "Nene è un grande giocatore, ma non abbiamo mai ricevuto nessuna offerta per me adeguata al suo livello. Non c'è nessun problema se un giocatore vuole andarsene, ma per ora non c'è stato nulla di concreto". "Questa squadra deve affrontare ogni partita per vincere. L'obbligo di vincere deve caratterizzare nostro DNA. Ogni giocatore del PSG deve saperlo. E questo non ha nulla a che spartire con il divertimento, o con l'immagine: sono altre le nostre priorità".

    IBRA E THIAGO - "Dopo aver ingaggiato entrambi i giocatori sono cambiate un sacco di cose per noi. Sono il vero valore aggiunto della squadra. Chiaro che abbiano buoni contratti, ma è altrettanto chiaro che contribuiscano a far vincere qualcosa alla squadra. Sono qui per questo. Prendete Ibra. Potete parlare di Messi e Cristiano Ronaldo, ma non sono attaccanti come lui. È alto 1,96 m, per quasi 100 kg: è veloce, agile e con la sua tecnica, è il migliore del mondo nel ruolo di centravanti puro. Ronaldo e Messi sono più seconde punte. Per quanto riguarda Thiago Silva è il migliore nella sua posizione".