Che sarebbe stata una giornata complicata per la ginnastica azzurra lo si sapeva, ma scottarsi con l'evidenza del campo gara non è mai facile. Italia 8a nelle qualificazioni maschili dopo la prima giornata, in una classifica in cui mancano ancora big del calibro di Cina, Russia, Canada, Corea, Gran Bretagna e Francia. Aggiungeteci Australia, Bielorussia e Spagna e gli azzurri non solo rischiano scontatamente di mancare l'appuntamento per il passaggio automatico alle Olimpiadi, ma il pericolo è quello di perdere anche il posto per l'esame di riparazione del test-event di gennaio a Londra, cui accederanno le squadre classificate tra la 9a e la 16a posizione.
Gli azzurri (Matteo Angioletti, Alberto Busnari, Matteo Morandi, Paolo Ottavi, Enrico Pozzo e Paolo Principi) sono protagonisti di una qualificazione complicata, un po' a tutti gli attrezzi: si parte con le difficoltà di Busnari alla sbarra, passando per quelle di Pozzo agli anelli e chiudendo con le parallele che, ormai si sa, sono da tempo il nostro tallone d'Achille. Punteggio totale di 343.642, ottavi dietro Portorico, una brutta gara.
L'unica speranza concreta per quanto riguarda la spedizione giapponese è rappresentata quindi dalle finali di specialità: ci aggrappiamo agli anelli di Matteo Morandi e al cavallo con maniglie di Alberto Busnari, ma anche qui la sensazione è che si dovrà soffrire fino all'ultimo per conquistare un posto nei primi 8 all'attrezzo, vista la concorrenza a dir poco spietata. Morandi ha il 5° punteggio parziale agli anelli con 15.366, in una classifica ancora molto schiacciata in attesa degli specialisti cinesi. Busnari invece è 7° al cavallo, a serio rischio eliminazione: 15.200 il suo score, sporcato da un paio di imprecisioni nel corso dell'esecuzione.
Guardando poi la classifica generale sui 6 attrezzi, a livello italiano viene un po' di malinconia: nessun ginnasta azzurro riuscirà a qualificarsi per la finale All-Around dei migliori 24, nonostante la classifica virtuale dia ancora una speranza (solo matematica) al buon esordiente Principi e a Morandi; è un segnale preoccupante - l'ennesimo - per il nostro movimento, ancora alla ricerca di un cambio generazionale che non c'è mai stato. Non si può certo buttare la croce addosso a questi ragazzi, che anzi continuano a dare il meglio di sé stessi, mentre sarebbe da chiedersi come mai siamo riusciti a bruciare una vagonata di talenti nell'ultimo decennio, da Torino a Castellammare di Stabia, passando per Roma e Porto San Giorgio.
Bisogna guardarsi in faccia: il Mondiale è andato, e con esso un quadriennio complicatissimo per i colori azzurri. Morandi e Busnari ci regalano ancora due piccoli sogni, ma anche se dovessero riuscire ad ottenere un grande risultato individuale la sostanza della situazione non cambia: bisogna voltar pagina, a livello federale, programmatico, tecnico e divulgativo. Francia, Gran Bretagna e Germania un tempo ci stavano dietro o al massimo erano lì, a portata di exploit, domani guardate la classifica finale e ne riparliamo...
***
Per quanto riguarda il panorama internazionale, il Giappone padrone di casa ha regalato lo spettacolo che ci si aspettava: dominio incontrastato nella classifica a squadre e il divino Kohei Uchimura in vetta a quella individuale con quasi due punti di margine. Benissimo anche gli Stati Uniti, secondi con una gara perfetta che porta Orozco e Levya nel lotto dei favoriti per il concorso generale. La Germania invece, a differenza del solito, si è rivelata molto fallosa: Hambüchen disastroso al cavallo come Boy (ma che sbarre!), Nguyen ko alla sbarra, ma arriva comunque un terzo posto parziale per i tedeschi, che hanno margine per rifarsi in finale.
Poi ci sono le primizie individuali che hanno incantato il pubblico: Marian Dragulescu, rispolverato come la Ponor in Romania, ritrova subito la magia di un tempo al corpo libero (con 15.566 ha il miglior punteggio) e al volteggio (2° parziale con 16.333); l'ungherese Berki è splendido al cavallo e agli anelli spunta il nome del brasiliano Nabarrete Zanetti, mentre l'olandese Zonderland sporca un po' le esecuzioni a parallele e sbarra e rischia di star fuori dalle finali. Ma è solo quando entra il pedana il samurai, Kohei Uchimura, che nel palazzetto si sente un brivido di emozione: nessuno è come lui, splendido a tutti gli attrezzi, una macchina perfetta.
QUALIFICAZIONI MASCHILI, CLASSIFICA A SQUADRE PARZIALE (dopo 4 delle 8 suddivisioni: 1. Giappone 364.291; 2. Stati Uniti 361.583; 3. Germania 354.132; 4. Romania 350.900; 5. Ucraina 350.434; 6. Brasile 346.626; 7. Portorico 344.460; 8. Italia 343.642; 9. Svizzera 340.646; 10. Olanda 336.077; 11. Portogallo 334.352; 12. Ungheria 332.401; 13. Uzbekistan 331.724
