L'Italia torna a vincere, cosa che non accadeva dalla serata magica della semifinale europea contro la Germania. Ma dire che il 2-0 inflitto a Malta nella seconda giornata delle qualificazioni al Mondiale del 2014 sia un risultato soddisfacente è difficile. Prestazione "agostana" degli azzurri, che corrono poco e creano altrettante occasioni da reti. Se non altro, il gol dopo 5' di Mattia Destro mette tutto in discesa e i punti in classifica diventano 4 con il minimo sforzo. Con il successo della Bulgaria contro l'Armenia, la Nazionale va in vetta al raggruppamento al pari degli uomini di Penev.
DAL 3-5-2 AL 4-3-1-2 - Cesare Prandelli rivoluziona la formazione vista all'opera venerdì sera a Sofia. Il modulo torna a essere il più tradizionale 4-3-1-2 con Cassani e Peluso esterni di difesa e Destro affiancato da Osvaldo in prima linea. Diamanti torna titolare sulla trequarti, mentre Nocerino trova posto nella mediana a tre. Pietro Ghedin, ct italiano di Malta, si schiera invece con un 4-4-1-1 molto accorto nel quale la stella Mifsud è supportata in attacco da Schembri.
DESTRO E POI LA NOIA - Si parte su ritmi blandi al Braglia. L'Italia addirittura subisce le prime iniziative ospiti. Ma, al primo affondo, gli azzurri sono già in vantaggio. Basta un lancio da centrocampo di Marchisio per mettere Destro in porta. Il romanista non si fa pregare e sfrutta il passaggio a vuoto del pingue Dimech per segnare il primo gol con la Nazionale (5'). I presupposti per una festa del gol ci sarebbero tutti, peccato che gli uomini di Prandelli non pressino mai e non corrano mai senza il pallone tra i piedi. Ne esce così un primo tempo noiosissimo che vale agli azzurri anche qualche fischio. Di occasioni da gol se ne segnalano giusto un paio. Un sinistro di Diamanti al 12' con bell'intervento del portiere Hogg e un tentativo di Osvaldo (ancora su imbeccata di Marchisio) sventato da Dimech al 17'. Tutto il resto è noia, con Malta che non reagisce mai, pensa soltanto a evitare la batosta e non va oltre un tiro dalla lunga distanza di Briffa (33').
ENTRA INSIGNE, MA FINISCE SOLO 2-0 - Per rivitalizzare un'Italia piatta e monotona, Prandelli leva un Diamanti nervoso e svogliato rimpiazzandolo con l'esordiente Insigne (46'). La mossa, e il conseguente passaggio al 4-3-3, sembra sortire l'effetto sperato perché il peperino napoletano tiene vivo il fronte d'attacco tagliando costantemente da sinistra a destra. Al 56' Destro non riesce a deviare un buon pallone messo al centro da Nocerino, mentre due minuti dopo è Hogg a bloccare proprio Insigne dopo un doppio dribbling su Borg e Agius. Al 69' entra anche Pazzini al posto di Osvaldo e il milanista potrebbe subito raddoppiare al 76', ma la palla esce a lato di poco da buona posizione. Qualcosa di più rispetto al primo tempo, comunque non abbastanza per convincere sino in fondo e chiudere con un bottino più lauto. A otto minuti dal termine entra anche Giovinco per Destro, le cose però non migliorano affatto. E il 2-0 finale arriva soltanto al 93' con Peluso che insacca di testa sugli sviluppi di un corner di Pirlo. Dopo il pareggio stiracchiato di Sofia, arriva un'altra prova così così della Nazionale. Ma, almeno, il ghiaccio è stato rotto con la prima vittoria.
ITALIA VINCE MA NON CONVINCE - Cambiano tre moduli in due partite, ma Prandelli non ha ancora trovato la formula giusta. Molti esperimenti non aiutano, eppure l'impressione è che il problema più grande sia la condizione fisica ancora approssimativa dello zoccolo duro. Il blocco juventino è ancora appesantito dalla preparazione estiva e fino a quando non si guadagnerà un pizzico di brillantezza è meglio sospendere i giudizi. Di certo la qualità non manca nel reparto avanzato, lì dove Destro, Osvaldo e Insigne hanno dimostrato di avere i numeri giusti per restare nel gruppo azzurro. L'unica nota positiva, insieme alla vetta conquistata nel Gruppo B, è questa. E non è affatto detto che sia poco.


