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    Troppo Federer per Tipsarevic: è finale

    Bastano un'ora e sette minuti al campionissimo di Basilea per volare in finale nel Masters 1000 di Madrid. Con un netto 6-2 6-3 Federer ha infatti annientato le speranze di un Tipsarevic che nulla ha potuto contro il repertorio di colpi dello svizzero. In finale ci sarà Tomas Berdych

    Viene da chiedersi se sarà un caso. Sarà un caso che nella settimana più indigesta dell'anno al nervoso Novak Djokovic e al polemico Rafa Nadal sbuchi, tanto per cambiare, il tennis di Roger Federer? Vedere per credere la semifinale contro il numero 2 di Serbia, al secolo Janko Tipsarevic, capace ieri di eliminare il leader della classifica mondiale Djokovic ma oggi totalmente inerme di fronte ai colpi di un Federer che ha trasformato una partita di un Masters 1000 in poco più di un allenamento: 6-2 6-3 il punteggio finale nella "bellezza" di un'ora e sette minuti.

    ALIENO - Il primo set è emblematico sotto questo punto di vista. Federer sfodera tutto il suo repertorio chiudendo la prima partita dell'incontro con percentuali imbarazzanti per il tennis di Tipsarevic. Tre dati su tutti indicano la superiorità dello svizzero: il 100% di palle vinte con la prima di servizio, gli unici due punti concessi a Tipsarevic sono due doppi falli consecutivi e una durata totale di 31 minuti... nemmeno nel circuito femminile. Di fronte a questo tipo di statistica il povero Tipsarevic poco ha potuto. Il numero 2 di Serbia infatti, di per se, non ha commesso grandi o gravi errori ma, semplicemente, nel tennis del buon Janko non c'è stata nessuna arma in grado di impensierire il talentissimo di Basilea. Almeno non questa sera.

    TIPSAREVIC NON PUO' NULLA - Il secondo set da questo punto di vista è stata identica fotocopia. Il serbo ha tenuto con dignità, quando aiutato dalla prima, i turni di servizio ma la partita di fatto non si è mai sviluppata. L'unico vero game combattuto è stato il settimo dove Federer ha concesso la prima ed unica palla break della serata: Tipsarevic l'ha giustamente giocata "a occhi chiusi" ma, anche la fortuna, aveva evidentemente deciso di voltargli le spalle (il rovescio lungolinea sarebbe stato vincente ma è terminato fuori di pochissimo).

    LA LEGGIADRIA DI UN BALLERINO - Insomma, poco altro da dire dell'evento. Torniamo quindi alla domanda iniziale e proviamo a darci una risposta: no, non è un caso. Su una superficie veloce, scivolosa, insidiosa e sconosciuta, la leggiadria del movimento naturale di Federer ha saputo più velocemente ambientarsi rispetto a chi del tennis ne ha fatto una disciplina di corsa, oltre che di polso. Domani, nell'ultimo atto, Federer dovrà affrontare l' "informissima" Tomas Berdych. Dovesse vincere lo svizzero da lunedì tornerebbe numero due al mondo... e questo, Roma permettendo, cambierebbe non poco anche le prospettive per uno slam a Federer spesso indigesto. Sarà mica un caso anche questo?