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    Genoa-Siena 1-4, ma l'Italia si vergogna

    Vince con merito la squadra di Sannino, ma sul 4-0 l'arbitro Tagliavento è costretto a sospendere il match dopo la durissima contestazione degli ultrà del Grifone. Giocatori rossoblù costretti a togliersi le maglie, poi l'intervento decisivo di Sculli (Foto AP/LaPresse)

    Non è cambiato nulla, e forse nulla cambierà mai. Il calcio italiano accoglie un'altra domenica, l'ennesima purtroppo, di violenza coi club ostaggi di alcune centinaia di tifosi. Anche se è veramente dura definirli ancora così.

    LA PARTITA: DOMINA IL SIENA - Moduli speculari per le due formazioni. Classico 4-4-2. Malesani lancia dal primo minuto Alhassan, ghanese all'esordio in serie A. Kucka guida il centrocampo al posto di Veloso. Sannino avanza Brienza a fianco di Destro. Larrondo costretto al forfait dopo un infortunio nella rifinutura. Il Genoa parte meglio, apparentemento libero da fantasmi e paure immobilizzanti. L'illusione dura poco più di un quarto d'ora. Brienza gela il Marassi. La sua punizione da posizione defilatissima sorprende Frey. Sembra un prodigio balistico, ma i replay evidenziano un decisivo tocco di Gilardino. Black-out rossoblu. Da qui in poi sarà un'imbarcata unica. Destro firma il classico gol dell'ex per lo 0-2. Malesani cerca di scuotere i suoi. Fuori il baby Alhassan, dentro El nino verttical Jorquera. Il Cambio non sortirà gli effetti desiderati. Il Genoa alza il baricentro, ma concede spazi enormi. Gli attaccanti del Siena vanno a nozze. Giorgi imbecca Brienza al limite dell'area. Il fantasista senese ha tutto il tempo di controllare il pallone, scegliere l'angolo e trafiggere Frey. 0-3, notte fonda per il Genoa. Nel finale di tempo Il Genoa è incapace di reagire. Rischia addirittura di subire il quarto gol. Quello che ritorna sul terreno di gioco è un Genoa paralizzato dalla paura. Il Siena è spietato. Giorgi  riceve palla da un'incontenibile Franco Brienza. Lato destro dell'area di rigore. Si aggiusta il pallone con il sinistro a giro sul lato opposto trova il gol del 4-0. Il Genoa non oppone più resistenza. È ancora Giorgi a sfiorare il gol del 5-0.

    VERGOGNA A GENOVA: SCOPPIA IL CAOS - Al 53esimo succede l'incredibile. Contestazione totale del Marassi. I fumogeni e i petardi piombati in campo costringono Tagliavento a sospendere il match. Una frangia di tifosi si assiepa nella porzione di spalti situata sopra gli spogliatoi. Reclamano a gran voce la sospensione del match. Vogliono che i giocatori si tolgano le maglie e abbandonino il campo. Ottengono un "colloquio" con il capitano Marco Rossi e gli comunicano le loro richieste. In campo regna una confusione totale. Nessuno sa cosa fare. Sono i tifosi a fare il bello e il cattivo tempo. Tornano alla memoria le infauste immagini di Italia-Serbia, sempre a Genova. Si attendono le indicazione del questore. In campo scendono anche le forze dell'ordine, mentre la terna arbitrale e i giocatori del Siena abbandonano il campo. Incredibilmente i giocatori accolgono le richieste dei tifosi. Accogliendo la richiesta della frangia più esagitata, capitan Marco Rossi a raccogliere le maglie dei compagni. Tutte tranne una. Quella di Beppe Sculli. Lui non ci sta. Si arrampica nel settore della frangia più esagitata e, di fatto, è lui a convincere i tifosi a placare la loro ira. Il match riprende. Grazie al carisma del "paciere" Sculli. Si riparte dall'ottavo minuto del secondo tempo. In un clima a dir poco surreale. Il Grifone trova la rete della bandiera, 'grazie' all'autogol di Del Grosso ma ormai non è più calcio.

    Vince il Siena. Perde il Genoa, ma più in generale perde ancora una volta il calcio italiano.