Il Giro d'Italia saluta la Danimarca con il successo di Matthew Goss e una caduta di gruppo che ha come colpevole unico Roberto Ferrari. Il corridore dell'Androni, pur senza accorgersene, cambia traiettoria durante la volata finale e taglia la strada a Cavendish. Che cade e causa uno scivolone di gruppo che vede coinvolto anche la maglia rosa, Taylor Phinney.
IL RICORDO DI WOUTER WEYLANDT - La terza tappa della 95esima edizione del Giro d'Italia (Horsens-Horsens di 190 km) è quella dedicata al ricordo di Wouter Weylandt, il corridore belga scomparso lo scorso anno proprio durante la terza frazione della Corsa Rosa 2011. Sono passati dodici mesi e per rendere omaggio alla sua memoria, il Giro ha fatto risuonare prima del via la sua canzone preferita (Sex On Fire, dei Kings of Leon) con i corridori (la RadioSchack davanti a tutti) senza caschetto perché potessero essere guardati da Wouter, che sicuramente da lassù si stava godendo il momento.
FUGA A SEI - Esattamente come in occasione della seconda tappa, anche l'ultima frazione danese di questo Giro d'Italia è caratterizzata da una lunga fuga partita al km 0. Sei all'attacco (Mínguez, Balloni, maglia azzurra della corsa e in avanscoperta anche ieri, Navardauskas, Hollenstein, Christensen e Keizer), che arrivano a guadagnare 3'30'' nei confronti del gruppo maglia rosa, ma che vengono ripresi a 24 km dal traguardo. Poco dopo attacca Lars Bak, ma anche il corridore danese della Lotto Belisol ha poca fortuna: la sua azione, che lo porta al comando in solitaria per circa 6 km, si esaurisce ai -12 dall'arrivo.
LA VOLATA PREMIA GOSS - Lo sprint di gruppo parte praticamente a 10 km dal traguardo: le squadre dei velocisti organizzano i loro treni, ma anche i team degli uomini di classifica restano davanti per proteggere i "big" della corsa. All'ultima curva davanti ci sono Sky e GreenEdge: Goss parte lungo e resta davanti, Farrar prova a recuperarlo ma non lo riprende. Ad alzare le braccia è l'australiano, vincitore a sorpresa un anno fa della Milano-Sanremo: secondo chiude Haedo (Saxo Bank), terzo proprio Farrar (Garmin-Barracuda), l'amico di Weylandt che proprio a Wouter avrebbe voluto dedicare la vittoria di questa tappa.

CAVENDISH E PHINNEY PER TERRA - La terza frazione, che non subirà scossoni in classifica generale, sarà però ricordata per la caduta di gruppo nel finale che ha visto coinvolti - tra gli altri - anche il campione del Mondo, Mark Cavendish, e la maglia rosa di questa prima parte di Giro in Danimarca, Taylor Phinney. La causa di tutto è un cambio di traiettoria improvviso di Roberto Ferrari (il velocista dell'Androni Giocattoli sarà retrocesso all'ultimo posto), che durante la volata taglia la strada a Cavendish in maniera del tutto scorretta e causa una caduta generale: per terra anche la maglia rosa Phinney, che poi tranquillizza tutti circa il suo stato fisico andando a ricevere sul palco il simbolo del primato della generale. Domani giorno di riposo: si torna in Italia e si ripartirà mercoledì con la crono a squadra di Verona.
LE DICHIARAZIONI DEI PROTAGONISTI
Matthew Goss (GreenEdge) - "Due ragazzi sono arrivati davanti a me a due chilometri dall'arrivo e mi hanno lanciato, ho continuato la volata e credo di aver avuto pochissimo vantaggio. E' il mio secondo successo nella corsa rosa. Sono felicissimo di venire al Giro e vincere una volata, i miei compagni hanno fatto un grande lavoro, sono stati bravissimi nel lanciarmi nelle ultime centinaia di metri".
Roberto Ferrari (Androni Giocattoli) - "Quando siamo partiti, Farrar è partito sulla destra e io mi sono buttato a destra senza sapere chi avevo dietro. Squalifica? Addirittura... Io ero sulla mia traiettoria, ero davvanti".
Taylor Phinney (Bmc) - "Adesso sto un po' meglio. Già in ambulanza ho cominciato a stare meglio, anche se appena caduto mi sono spaventato parecchio. Volevo poi fare la premiazione così da rassicurare i miei tifosi e la mia famiglia. Ho un taglio al piede piuttosto profondo, ma sono convinto che tra un paio di giorni andrà meglio. Nel mio futuro? Penso alle Classiche, come la Roubaix o il Fiandre, ma anche la Sanremo. Certo, poi vedo Wiggins che prova a vincere le grandi corse a tappe e mi viene voglia di provarci. Ma per il momento mi considero cronoman e uomo da Classiche".
Giovanni Visconti (Vacansoleil) - "Abbiamo cercato di limitare i danni, di riuscire ad arrivare assieme al gruppo tutti i giorni che sembra facile ma è un continuo stress. Usciamo bene da questa tre giorni, vediamo come va adesso. Ora c'è la giornata di riposo, poi ci sarà la cronosquadre e dopo la tappa di Modena comincerà una settimana molto bella, saranno tutte tappe un po' miste dove niente sarà scontato".
Alessandro Ballan (Bmc) - "Ero davanti per proteggere Phinney e Hushovd, ho visto la volata e non so a chi dare la colpa ma l'arrivo non aiutava, era in discesa, si andava molto forte e speriamo che nessuno si sia fatto male. Phinney? So che si è fatto male a un piede, speriamo non sia niente di grave. Questa tre giorni, a parte le due cadute di Phinney, è andata bene e portiamo in Italia la maglia rosa".
Gianni Savio (team manager dell'Androni Giocattoli) - "Siamo molto rammaricati, chiedo scusa a Cavendish a nome della nostra squadra e di Roberto Ferrari. Non è stato intenzionale. Roberto è un po' naif, ha visto la ruota di Farrar e ha cercato di seguirla, si è spostato senza accorgersi che stava arrivando Cavendish. Ho fermato Ferrari appena è arrivato, era molto amareggiato perché gli si era sganciato il pedale, forse non si è nemmeno accorto. Quando è partito Farrar sono partito anch'io e forse Cavendish si è agganciato dietro. Non sapevo chi avevo dietro, quando siamo partiti mi sono buttato a destra, ho fatto la mia volata. Ero sulla mia traiettoria, quello che succede dietro non mi importa".
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