Lo scorso anno aveva vinto la tappa di Macugnaga, davanti all'amico Alberto Contador che lo aveva scortato sul traguardo della 19esima frazione del Giro d'Italia 2011. Dodici mesi dopo, Paolo Tiralongo è ancora qui, a emozionare e a emozionarsi sulle strade della Corsa Rosa e - in occasione del primo arrivo in salita di questa 95esimo edizione del Giro - piazza la seconda zampata di una carriera che lo ha sempre visto scudiero fedele dei tanti capitani per cui si è trovato a dover faticare.
ORDINE D'ARRIVO DI GROSSI NOMI - E' una vittoria assolutamente meritata quella che il corridore siciliano conquista a Rocca di Cambio, al termine di uno sprint feroce con Michele Scarponi, che chiude in seconda posizione davanti a Frank Schleck e Joaquin Rodriguez. Quinto è un bravissimo Ryder Hesjedal, che arriva con i migliori e domani mattina ripartirà da Sulmona con la maglia rosa di leader della classifica generale. Sarà il primo canadese della storia a farlo.
FUGA A QUATTRO, POI ATTACCA PIRAZZI - Prima dell'ascesa finale, 19 km al 3.9% di pendenza media (salita lunga ma assolutamente pedalabile), la tappa era stata caratterizzata dalla fuga a quattro che ha visto protagonisti Hollestein, Selvaggi, Beppu e Rabottini, ultimo a mollare e ripreso solo nel finale, dove è tradito da una caduta di catena che gli impedisce di chiudere nel gruppo con i migliori. Ai piedi della salita che porta a Rocca di Cambio l'attacco di Pirazzi rompe gli indugi: con l'italiano della Colnago attacca anche il Movistar Herrada, ma entrambi sono ripresi dal gruppetto dei migliori - che nel frattempo si è ridotto a una quarantina di unità - a 1.5 km dall'arrivo.

SCARPONI ALLUNGA, MA TIRALONGO... - Qui, forse un po' per caso, si ritrovano davanti Niemec e Scarponi: il marchigiano della Lampre ci crede, attacca e si porta dietro Tiralongo. Scarponi parte lunghissimo, rilancia e sembra poter vincere ma, quando si siede per rifiatare ai 100 metri finali, il siciliano dell'Astana dà tutto e lo passa proprio sul traguardo. Per Tiralongo si tratta del secondo successo in carriera, per Scarponi - che comunque non era partito certo per vincere la tappa - di un ottimo secondo posto.

HESJEDAL IN ROSA. DELUSIONE CUNEGO - L'ordine d'arrivo è poi completato da Frank Schleck, che ogni giorno che passa sembra correre sempre meglio, e da Joaquin Rodriguez, che forse si è fatto trovare impreparato nella parte finale della corsa. Quinto Hesjedal, nuova maglia rosa di questo Giro d'Italia. Pozzovivo è sesto, Basso ottavo. Chi delude è Damiano Cunego: a parte uno scatto per riprendere Rujano che ci aveva provato a 7 km dall'arrivo, il veronese non si vede mai. Sottolineiamo le parole del ct Bettini: "Damiano deve essere protagonisti, deve correre davanti e rischiare. Arrivare settimi o ottavi in un grande Giro non conta nulla se non si è mai protagonisti. Il terzo posto alla Liegi di Gasparotto è quello che voglio vedere da chi veste la maglia della Nazionale: entusiasmo, coraggio, la voglia di essere protagonista". Un esempio? Tiralongo, oggi. .
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LE DICHIARAZIONI DEI PROTAGONISTI
Michele Pirazzi: "Sono tre anni che provo a vincere una tappa al Giro. Credo di essere sfortunato: nella salita finale ho dato tutto, e sono convinto di avere emozionato. Ho sbagliato una curva nel finale e poi le gambe mi si sono indurite e ho dovuto mollare. Se ci riproverò? Quando ho la gamba io ci provo sempre. Spero di avere la possibilità di riprovarci: nella prossima settimana o nell'ultima".
Michele Scarponi: "E' stata una tappa difficile. Sinceramente non pensavo di far niente, poi mi sono trovato davanti all'ultimo chilometro e mezzo e ci ho provato. Non è andata, ma va bene lo stesso. La corsa cambia? No, siamo all'inizio. Abbiamo corso bene, dobbiamo continuare così".
Paolo Tiraolongo: "Ho fatto molta fatica a prendere la ruota di Scarponi, poi ho pensato che non sarebbe potuto arrivare così forte nel finale e allora l'ho seguito con il mio passo. Ho aspettato che si sedesse un attimo e poi ho fatto uno sforzo incredibile nel finale. Sono rimasto senza ossigeno. Contador? Lo sento spesso, e lo aspetto alla Vuelta. Tornerà fortissimo"
Ryder Hesjedal: "Non volevo farmi scappare questa possibilità, e devo ringraziare tutta la mia squadra, soprattutto VandeVelde, per l'incredibile sogno che mi sta facendo vivere. Se sono qui per vincere il Giro? No, l'obiettivo adesso è quello di indossare la maglia rosa il più a lungo possibile".
Matteo Rabottini: "Ho avuto un problema nel finale e quando la corsa si accende è difficile recuperare. Sono comunque molto contento di quello che ho fatto, e spero di avere altre possibilità nel prosieguo di questo Giro".
Ivan Basso: "Ho cercato di difendermi su una salita non proprio adatta alle mie caratteristiche e credo di esserci riuscito. Ho tenuto il ritmo di chi era più scattante fino a quando ho potuto. Scarponi e Tiralongo sono stati bravi a sfruttare il momento, io ho concluso appena dietro. Non è certo un risultato che ha stravolto la classifica di coloro che puntano ad arrivare a Milano in rosa: parliamo sempre di secondi, una volta guadagni e l'altra perdi. Sono assolutamente sereno e fiducioso, io c'ero e anche i miei compagni hanno dimostrato di esserci. Domani poi ci aspetta un altro arrivo in salita: guardiamo avanti e pensiamo giorno dopo giorno".
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