Per la prima volta dall'inizio di questo Giro d'Italia, la maglia rosa è sulle spalle di un corridore con chiare ambizioni di vittoria. Joaquin Rodriguez, favorito numero uno alla vigilia della decima tappa della Corsa Rosa, si impone nel centro storico di Assisi e veste il simbolo del primato per la prima volta in carriera.
ATTACCANO IN CINQUE, ANZI SEI - Come sempre capitato dall'inizio di questo Giro, anche in occasione della decima frazione della Corsa Rosa, 186 km previsti con partenza da Civitavecchia, dopo pochi km nasce la fuga di giornata. Al km 2 se ne vanno in cinque (Bonnafond, Minguez, Failli, Brandle e Keizer), che diventano poi sei nel finale quando agli attaccanti si aggiunge anche Clement (Rabobank). La fuga, che non guadagnerà mai più di cinque minuti (vantaggio massimo di 4'50''), è definitivamente ripresa a 7 km dall'arrivo.
RODRIGUEZ: VINCITORE ANNUNCIATO - Il "Muro" di San Damiano (1500 metri all'11% di pendenza media con un massimo di 15), che inizia a 4 km dall'arrivo, è aggredito dal gruppo senza che nessun uomo di classifica tenti l'allungo. Poi la successiva discesa prepara il campo per il momento clou della corsa (pavè all'interno del centro storico subito dopo la Porta di San Francesco): qui Vicioso va in testa per pilotare il proprio capitano Rodriguez. "Purito", che segue il compagno di squadra con un occhio sempre fisso sugli avversari (Tiralongo era partito poco prima ma si era piantato praticamente subito), decide di partire quando all'arrivo mancano 400 metri. Il suo scatto è bruciante, nessuno riesce a stargli dietro: l'arrivo è trionfale, secondo chiude Huzarski, terzo è il campione italiano Giovanni Visconti, Movistar.

CLASSIFICA GENERALE - Cambia, come detto all'inizio, la classifica generale. In maglia rosa non c'è più il canadese della Garmin-Barracuda, Ryder Hesjedal, ma proprio Joaquin Rodriguez, che adesso deve confermarsi sulle grandi salite del Giro d'Italia. Tra i big della classifica, poche le variazioni: il migliore, Rodriguez a parte, è Kreuziger, quarto a 32'' dalla maglia rosa. Poi Basso, sesto a 57, Scarponi, 11esimo a 1'11'', e Pozzovivo, 12esimo a 1'12''. Più indietro Frank Schleck, che oggi perde qualcosina e ora è 13esimo a 1'125''. Cunego è 15esimo, a 1'37'' da Rodriguez.
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LE DICHIARAZIONI DEI PROTAGONISTI
Joquin Rodriguez (Katusha): "Devo dire grazie alla mia squadra, siamo stati gli unici a voler fare la corsa fin dai primi km. Fondamentale è stato avere un direttore sportivo italiano che mi ha spiegato bene il finale, e meno male che lo ha fatto perché altrimenti ci avrei provato da più lontano e forse non sarei arrivato. Ora serve tenere, soprattutto nell'ultima settimana, non sarà facile".
Domenico Pozzovivo (Colnago): "Avevo paura di non riuscire a prendere la salita davanti, ma la squadra è stata fantastica perché mi ha permesso di prendere i km più impegnativi nelle prime quindici posizioni. Sono soddisfatto del mio quarto posto. Se voglio vincere il Giro? Forse è troppo per me e per la squadra; diciamo che sono/siamo qui per fare qualcosa di bello, ma scopriremo cosa vuol dire solo nei prossimi giorni".
Giovanni Visconti (Movistar): "Potevo vincere, e oggi lo dico più che mai. Peccato aver sofferto un attimino nell'ultimo km, poi però sapevo che spianava e allora ho provato a recuperare un pochino. Alla fine sono rientrato, ma Rodriguez è scattato fortissimo".
Ivan Basso (Liquigas): "E' stata una tappa difficile, ha vinto l'atleta più forte. Speriamo si arrivi in fretta a sabato, dove anche io potrò fare la mia corsa. E' un Giro molto, molto difficile, con tante salite anche se brevi. Questo crea difficoltà perché il gruppo resta molto compatto, e correre sempre davanti è davvero dispendioso. Proprio per questo volevo ringraziare la squadra, dai dirigenti ai miei compagni, perché la mia tranquillità e la mia posizione di classifica sono merito loro".
Damiano Cunego (Lampre): "Rodriguez? Ce lo aspettavamo, era sicuramente l'uomo più pericoloso e non ha deluso le aspettative. Ho avuto difficoltà a prendere la salita finale nelle posizioni di testa. Scarponi? Deve vincere la Lampre, Michele ha come priorità quella di fare classifica. L'obiettivo nostro è quello di fare bene, per noi e per la squadra. Saremo una coppia da temere. Bettini? Si aspetta giustamente segnali, ora di settembre riusciremo a fare qualcosa...".
Paolo Tiralongo (Astana): "Ho sbagliato, si vede che non sono un velocista. Sono partito troppo duro, volevo anticiparli perché ho visto che c'era un rallentamento, ma ho scelto un rapporto troppo duro. Ho spinto fin quando ho potuto, ma poi ho dovuto andare più agile. Ormai però la tappa era andata. Rodriguez? Questi sono i suoi arrivi, poi aveva una grande motivazione".
Filippo Pozzato (Farnese): "Mi aspettavo qualcosa di più da Scarponi qui ad Assisi. Credo che il favorito di questo Giro d'Italia sia Basso, che è un corridore di fondo e che fin qui avrebbe solo dovuto difendersi e invece ha pedalato davvero molto bene. Poi nell'ultima settimana ci sono un sacco di salite, che faranno ovviamente il suo gioco".
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