Si è tolto la maglia dell'Inter e dopo poche ore ha vestito quella della Juventus. E non solo. Perché le prime parole di Lucio da giocatore bianconero segnano anche un solco molto forte con il suo passato in nerazzurro. Il brasiliano ha dato un taglio netto al passato, sottoscrivendo in pieno la causa della Vecchia Signora. Anche sulla scottante questione degli scudetti contestati.
"Ho voltato pagina - ha dichiarato Lucio nella conferenza stampa di presentazione -, ora sono qui, sono contento e per la mia carriera è importante, perché la Juve è una grande squadra. Ora gioco con la Juve e se segnerò all'Inter non sarà un problema esultare. Arrivare in fondo alla Champions? Sappiamo che non è facile, però penso che la Juve è già tra le grandi e deve puntare al massimo in Champions come in campionato o Coppa Italia".
In molti hanno ritenuto che la cessione di Lucio sia derivata dalla frattura tra brasiliani e argentini nello spogliatoio interista: "Tra Brasile e Argentina è sempre rivalità. Io, come anche gli altri brasiliani, ero amico degli argentini. Non c'era nessun problema, è stata una scelta della società. Puo' darsi che abbiano vinto gli argentini, ma in campo vince sempre in Brasile". Ma la frase più importante arriva sui titoli contesi: "Quanti sono gli scudetti se 28 o 30? Io penso... la stessa idea del presidente!".
