ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Luis Enrique "Troppe bugie, sono stanco"

    Il tecnico saluta Roma e accusa apertamente la stampa capitolina: "Anche sul mio discorso d'addio sono state dette cose non vere e non è la prima volta che mi accade. Spero che il mio successore sia più aiutato, perché qui si possono fare grandi cose". (foto AP/LaPresse)

    "Oggi le regole le metto io". A muso duro, a testa alta. Luis Enrique se ne va da Roma così come è arrivato. Integro, coerente con se stesso, sincero e leale. La conferenza stampa d'addio non poteva che iniziare così, con la grinta di chi sa di essere stato trattato in modo ingiusto. Ma che sa affrontare la situazione con una dignità che stona come non mai nel nostro calcio.

    L'ATTACCO ALLA STAMPA - Il tono di Luis Enrique è chiaro. Si presenta in conferenza stampa e prima di rispondere ai cronisti blocca tutto: "Oggi le regole le metto io. E prima di decidere cosa fare in questa conferenza stampa voglio che voi giornalisti decidiate cosa fare. Riuscite a farlo? Riuscite a mettervi d'accordo almeno su questo? Ditemi se preferite fare domande da subito o se volete che io parli per primo, almeno oggi". Un modo chiaro e fin troppo esplicito per mettere in ridicolo le contraddizioni di una stampa capitolina come sempre caotica e severa. Alla fine, nel silenzio generale, Luis Enrique prende la parola e attacca: "Inizio con una piccola critica, perché oggi è il mio ultimo giorno e non voglio arrabbiarmi. Due giorni fa ho fatto una riunione con i miei ragazzi, la mia squadra e il mio staff per dire cosa pensavo e cosa sentivo. È stata una cosa bellissima, questo saluto ai giocatori in spagnolo per parlare con il cuore. Il mio amico Claudio ha fatto una bella traduzione come al solito. È stato un gesto che rimane lì. La mia critica è per tutto quello che poi è uscito sulla stampa, tutto quello che si è detto è una bugia. Quello che si è detto che io avevo detto ai giocatori è una bugia. E dopo due giorni si parla ancora di quelle bugie. Io qui ho su un foglio quello che ho detto hai giocatori ed è anche stato registrato. Io non lo mostro mai quello che dico nello spogliatoio, ma ora è tutto qui. Non è la prima volta che la stampa scrive altre cose. Questo è un bel posto, ma qui bisogna che l'allenatore sia aiutato. Spero che il mio successore sia aiutato un po' di più". La stampa, in sostanza, ha inciso non poco nella sua decisione.

    "LASCIO PERCHE' SONO STANCO" - Luis Enrique ha poi spiegato le ragioni del proprio addio: "Essere l'allenatore di questa squadra è stato un privilegio, mai me ne sono pentito anche quando ci sono stati brutti giorni. Sono sempre stato rispettato dai tifosi che mi incontravano per la strada. Me ne vado perché non penso di poter recuperare le forze in un'estate. Il prossimo anno non allenerò di sicuro, devo pensare a recuperare questa forza perché sono una persona molto passionale e questa è stata un'avventura. Anche se voi l'avete chiamato progetto. Ho speso tutta la mia energia cercando di arrivare al massimo. Il mio lavoro si deve giudicare dai risultati, come è normale che sia. Ma è un'avventura, l'inizio di un'avventura, e sino a poco fa eravamo in lotta per il terzo posto. Non ce l'abbiamo fatta, ma non penso che sia una stagione molto brutta. La squadra ha dei numeri e ha fatto delle buone cose, cose che voi non potete vedere perché non assistete agli allenamenti. La squadra è migliorata tantissimo, anche se non è mai stata regolare. I ragazzi si sono impegnati sempre e per questo li ringrazio oggi come ho sempre fatto. Li ringrazio perché si sono immedesimati in quello che pensavo. Ho cercato di convincerli, in un'alta percentuale sono riuscito a farlo. Sicuramente ci sono tifosi che non capiscono quello che faccio, ma penso di dover essere onesto con me stesso prima di tutto e poi con loro. Ho sempre detto dal primo giorno che non mi aggrapperò alla sedia. Iniziare una nuova stagione ed essere visto come il punto di rottura da subito sarebbe stato un problema. Auguro a questa società tanti successi, di comportamento e di squadra. Non ho nessun rimprovero da fare a nessuno. Se ho fatto qualche sbaglio e qualcuno pensa che non mi sono comportato bene, chiedo scusa. Qualche volta uno ha la sua personalità e fa così. Ma ho cercato di essere coerente con quello che penso. E penso ancora che in Italia si possa giocare un bel calcio. Il modo migliore, per me, è all'attacco e mi piacciono gli allenatori con questa mentalità. Certo, devo migliorare la fase difensiva e non preoccupatevi che lo farò".

    TOTTI? QUASI LO AMO - Quelle fatte ieri a 'Striscia la Notizia', in occasione della consegna del 'Tapiro d'Oro', sono state solo battute. Perché con Francesco Totti, assicura il tecnico dimissionario della Roma, Luis Enrique, mai ci sono stati problemi. Al contrario. "Ho parlato tante volte di Francesco che quasi me ne sono innamorato, mia moglie è gelosa... - scherza il mister spagnolo - E' stato un rapporto molto speciale, sin dall'inizio con lui ho avuto bellissime sensazioni e quando per la stampa tra noi c'era un litigio, gli dissi che non ce l'avevo con lui. Lo stimo come calciatore e persona, è stato un vero piacere con Francesco, che è un vero campione, come per tutti".