ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    L'urlo di Preziosi "La polizia dov'era?"

    Durissimo sfogo del numero uno del Genoa al termine della sfida col Siena: "C'era certamente il forte rischio per l'incolumità dei calciatori; ma questa mediazione è stata curiosa. Adesso mi aspetto una risposta delle istituzioni. Certi personaggi meritano di andare in galera: io non li temo".

    ENRICO PREZIOSI (presidente Genoa) - "C'era già poco per stare sereni e allegri. Dopo quello che è accaduto oggi, poi, c'è molto da riflettere. Mi spiace molto: tutto ciò si poteva evitare. I tifosi devono capire la cultura sportiva e devono comprendere che se non avessimo concluso il match avremmo rischiato anche punti di penalizzazioni. Non è ammissibile che 70-100 persone possano condizionare una gara ed impadronirsi dello stadio, imponendo le loro strane leggi, contrarie ad ogni legge sportiva ed alla nostra cultura del rispetto degli avversari e dei risultati: si vince e si perde. In Inghilterra, ad esempio, ho visto squadre perdere e piangere in campo, ma non subire alcuna contestazione. E' un problema di cultura sportiva. Oggi eravamo ostaggi: meglio giocare in campo neutro. Diversi calciatori oggi si sono levati la maglietta: è stata una richiesta di questo gruppo di ultras, maturata dopo una strana mediazione della Polizia, al termine di un fitto e continuo lancio di 'bombe' in campo. C'era certamente il forte rischio per l'incolumità dei calciatori ma questa mediazione e' stata curiosa. Adesso mi aspetto una pronta risposta delle istituzioni. Certi personaggi meritano di andare in galera: io non li temo. "Come mai c'erano solo dieci poliziotti di fronte a questa massa di 70-100 facinorosi se si sapeva bene e da giorni che la partita di oggi era 'a rischio'? Adesso voglio riflettere a lungo e con calma: stasera o domani comunicherò le mie decisioni. Non si può essere ostaggi di questi personaggi. A loro dobbiamo dare una risposta, tutti insieme, con l'aiuto delle autorita'); ma devo delle risposte anche e soprattutto ai tanti e numerosi tifosi buoni del Genoa. Ancora siamo quart'ultimi: non siamo retrocessi. L'ambiente ci deve aiutare; non affossare. Per me possiamo addirittura giocare le prossime gare in campo neutro, evitando la violenza e la contestazione di queste poche persone che rovinano il calcio, il Genoa e che danneggiano anche tutti gli altri buoni tifosi. Io ho l'obbligo di crederci e di non arrendermi ancora. Si deve lottare sul campo. Sono certo che possiamo salvarci. Dobbiamo però saper accettare i risultati che verranno: siano essi positivi o anche negativi. Al termine del campionato, poi, tireremo le somme. Se saremo retrocessi, vorrà dire che abbiamo commesso diversi errori e che meritiamo di andare in serie B. Questa e' cultura sportiva, questo vuol dire accettare i risultati ed eventualmente ammettere i propri errori".

    GIUSEPPE SANNINO (Allenatore Siena) - "E' uno spettacolo che nessuno pensava di poter vedere dopo la tragedia di Morosini, che ci ha reso tutti tristi. Oggi e' capitato qualcosa di inimmaginabile. Noi abbiamo fatto la nostra partita pensando alla salvezza anticipata e a tutto quello che intorno a noi si vive - ha aggiunto a Sky - Mi sono messo nei panni dei ragazzi del Genoa, mi dispiace che non potessero rientrare in campo perché la tifoseria non lo permetteva. Ma penso sempre una cosa: si tratta di calcio. L'unica mia preoccupazione, al di là dell'incolumità, è che non fosse più una partita di calcio: difficilmente si può rientrare in campo dopo non so quanti minuti. Era giusto finirla e mi auguro che si possa mettere non dico una pietra sopra ma di sicuro è stato uno spettacolo non bello da vedere".

    GIANCARLO ABETE (Presidente Figc) - "Un clima di violenza inaccettabile che non è assolutamente tollerabile. Queste persone non hanno nulla a che fare con i tifosi e sono l'immagine peggiore per il calcio. Ha fatto benissimo Sculli a non togliersi la maglia, non bisogna darla vinta a queste persone. "Queste sono persone che cercano di portare violenza dentro gli stadi e che in faccia si sono viste, devono essere allontanate perché creano un clima inaccettabile. Quello che si è visto oggi a Genova testimonia che ci sono soggetti che pensano che lo stadio sia un'arena e pensano di poter interpretare il calcio secondo i propri desiderata e le proprie passioni violente. Non è accettabile, ma nel calcio ci sono anche persone che operano in positivo e non credo che la nostra sia una partita persa. L'ordine pubblico deve essere gestito da soggetti a ciò titolati. Genova conosce queste situazioni, perché anche noi le subimmo dai tifosi serbi (durante un'Italia-Serbia, valida per le qualificazioni a Euro2012 che si giocò proprio a Marassi), le norme ci sono basta applicarle e non fare più entrare queste persone in uno stadio".

    DEMETRIO ALBERTINI (Vicepresidente Figc) - "Non bisogna tollerare più queste cose. Dobbiamo prendere i provvedimenti giusti e in tempi rapidi. Io mi auguro presto che si arrivi alla tolleranza zero, anche con un po' di umiltà in più da parte di tutti. Le regole ci sono: bisogna farle rispettare ed arrivare al più presto a permettere alla gente che accorre allo stadio solo di contestare e non di rovinare le gare e lo sport con la violenza ed i soprusi".

    GIANNI PETRUCCI (Presidente Coni) - "Vergogna, vergogna, vergogna! Quanto successo oggi a Genova rappresenta ancora una volta il lato peggiore del calcio italiano. Sulla maglia non si tratta. E' stato commesso un sacrilegio. Quello che la tv ha portato in diretta nelle case di milioni di italiani è un ulteriore segnale del degrado morale da cui il sistema calcio italiano deve al più presto prendere le distanze".

    MAURIZIO BERETTA (Presidente Lega Calcio) - "E' un episodio grave e triste nello stesso tempo, è evidente che pochi facinorosi hanno cercato di infliggere un'umiliazione al calcio, ma il calcio italiano ha già dimostrato altre volte grande capacità di reazione e il meccanismo anche questa volta avrà una risposta adeguata. Sono stati evitati atti di violenza più gravi che avrebbero potuto coinvolgere più persone ma soggetti di questo genere vanno isolati e tenuti lontano dagli stadi. Questo e' un episodio che induce ancor di più ad andare nella strada che abbiamo individuato da tempo e che è quella di avere stadi più sicuri. Ho manifestato alla dirigenza del Genoa tutta la vicinanza della Lega per un episodio di questo genere che rafforzerà l'impegno di tutti per una maggiore attenzione verso questi fenomeni di violenza che, comunque, come dimostrano i dati del ministero, grazie al lavoro delle forze dell'ordine e delle istituzioni, sono in nettissima diminuizione. Non è ancora abbastanza però, va fatto tutto quello che è possibile fare, ci sono ancora spazi per avere maggiore sicurezza e prevenzione e, anche da questo punto di vista, gli stadi di nuova generazione, tra accessi e possibilità di controllo, rappresentano un elemento di grande importanza".