Alessandro Nesta lascia il Milan. I rossoneri perdono un altro pilastro di una difesa che andrà ricostruita visto che ora può contare solamente su Thiago Silva. A salutare il 36enne centrale ci ha pensato anche un ex compagno di squadra, Paolo Maldini che con Nesta ha vinto due coppe campioni: "Prima o poi il momento dell'addio arriva per tutti - ha dichiarato Maldini ai microfoni di Sky Sport 24 - e al Milan, da questo punto di vista, non ci si può lamentare visto che non credo che ci siano giocatori più longevi in Europa, sono molto riconoscenti, ma prima o poi il momento arriva per tutti. Io ho lasciato a 41 anni e dopo 25 di carriera, lo capisci tu stesso quando arriva il momento di smettere, magari per mancanza di stimoli o per problemi fisici come nel caso di Nesta, o anche per fare un'esperienza diversa".
Tre anni lontano dai campi, ma non dal calcio e chissà che un giorno non possa tornare al Milan da dirigente. "Il calcio mi piace e mi piace guardarlo da fuori, non vivendo all'interno di un ambiente si può essere più obiettivi - spiega -. Non so cosa succederà in futuro, per ora mi godo la mia famiglia, i miei hobby, il tennis. Dalla vita mi aspetto poco, so che le cose me le devo guadagnare da solo, se un giorno ci sarà la possibilità di fare qualcosa bene, altrimenti ringrazierò comunque la società".
Società che ha appena perso uno scudetto che ad un certo punto sembrava già essere rossonero. "E' così, avevano tanti punti di vantaggio, sono stati determinanti gli scontri diretti, ma, anche a causa dei tanti infortuni, lo scudetto è stato un po' buttato via, senza togliere nulla alla Juventus che ha meritato il titolo".
Maldini non si sbilancia sul futuro del Milan che, dopo l'addio dello scorso anno di Pirlo, quello di quest'anno di Nesta e magari di qualche altro senatore, sembra stia per chiudere un ciclo. "Non so quali siano le trattative, né la volontà di Allegri e del club, credo però che i due perni della squadra siano Thiago Silva e Ibrahimovic, poi ci sono tanti giocatori che fanno squadra e aiutano, ma sono loro i due simboli del Milan".
Secondo l'ex capitano in questi anni la mentalità del "Diavolo" non è cambiata: "gli obiettivi sono gli stessi, ma bisogna fare i conti con la realtà. Sono fuori da tre anni, non conosco le strategie della società, ma credo il Milan abbia la forza di essere sempre protagonista in Italia, in Europa, invece, il gap con le squadre spagnole e inglesi c'é".
