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    Maradona si sfoga "Non sono un evasore"

    Diego Armando Maradona si sfoga attraverso una piccante intervista concessa a L'Espresso in cui chiarisce la sua posizione col fisco: "Mi perseguitano perché mi chiamo Maradona e mi considerano un po' napoletano, ma non ho mai evaso un euro"

    "Tutte le sentenze dal 1992 dimostrano che non ho mai evaso un euro, eppure sono stato umiliato in tutto il mondo. Solo perché mi chiamo Maradona e perché, evidentemente, mi considerano un po' napoletano".

    Diego Armando Maradona si sfoga. Lo fa in un'intervista a "L'Espresso" in edicola venerdì 8 giugno, raccontando la sua verità sullo scontro col fisco italiano.

    "Io ero solo un dipendente di Ferlaino e della società sportiva Calcio Napoli - si difende l'ex Pibe de Oro -. Se il mio presidente, come dice anche la giustizia italiana, ha sempre pagato bene le tasse per i giocatori e non ha mai imbrogliato, come potrei averlo fatto io da solo che all'epoca avevo appena 25 anni? Questo dicono tutte le sentenze".

    Maradona sottolinea di non chiedere "sconti, né privilegi. Ho cercato la pace sociale, ma inutilmente: è come parlare con un robot. Il capo del fisco non mi vuole incontrare, ovvio che non abbia il coraggio di guardarmi negli occhi. Lui sa che non esiste nessuna violazione. Si persevera solo perché mi chiamo Maradona, se mi chiamavo Esposito era diverso".

    Ma Maradona è pronto a lottare. "Andrò personalmente dai ministri della Giustizia e delle Finanze e chiederò udienza al presidente della Repubblica - assicura -. Poi tornerò anche dal papa, per far perdonare chi ha fatto tante cattiverie, che però dovrà pagare di tasca sua i danni provocatimi in questi 25 anni di insulti e pignoramenti".

    "La panchina del Napoli? È un bellissimo sogno. E il tempo risponderà - ha proseguito Maradona parlando di un suo ipotetico ritorno professionale in Italia -. Nel mio cuore c'è l'azzurro del Napoli. E il Napoli vinceva e, ancora oggi, batte la Juve. E poi i tifosi napoletani sono una forza della natura".

    Gli Europei? "La Spagna gioca forte e l'Italia parte sfavorita. Ma quando è ferita come nel '90, l'Italia poi può vincere... il calcio è sempre una sorpresa ed è per questo che è bello".

    Da Euro2012 a Messi. "Io e lui abbiamo anche la 'M' in comune, ma quelli di oggi sono altri tempi e quelle in campo altre squadre - continua -. Oggi si gioca un altro calcio: io giocavo anche solo contro tutti e ho fatto vincere il Mondiale all'Argentina. Pelé? A Napoli una delle canzoni più cantate ricordo era 'Maradona è megl'e Pelé'...".