"Sulle frasi di Zeman e Mazzarri preferisco passarci sopra, altrimenti si creano meccanismi per cui ogni volta c'è il pretesto per la polemica, basta con certe dichiarazioni che diventano stucchevoli". Così l'amministratore delegato della Juventus, Beppe Marotta, ai microfoni di Sky Sport nel pre-partita del match con il Parma.
Il dirigente bianconero non commenta le prese di posizione di Petrucci e Abete dopo la conferenza stampa di Conte, ma prende le difese del tecnico. "Comprendo l'amarezza di Conte, da sette mesi ha questa spada di Damocle su di sé. E' stato assolto da un'accusa infamante per chi è nel calcio - ha proseguito Marotta riferendosi a Novara-Siena -, da qui si è innescata quella conferenza stampa dove sono venuti fuori sentimenti razionali, anche molto diretti, ma credo che sia tutto rientrato nei regolamenti, Conte non ha offeso nessuno. La mia opinione, quella di un uomo che è nel calcio da 30 anni, è che bisogna chiedere una riforma immediata della giustizia sportiva. Ormai la posta in palio è altissima per giocatori e allenatori, l'eventuale squalifica di Bonucci e Pepe avrebbe portato a una perdita di circa 25 milioni di euro, un danno irreparabile per un'azienda. Ci sono anche contenuti umani che vanno rispettati, quando si tocca la professionalità bisogna essere certi della condanna".
Marotta commenta anche la definizione di giudici-tifosi. "Non so se ce ne siano, ma so che alcuni parlano in modo improprio e inopportuno, l'abbiamo riscontrato noi, ma anche voi - spiega riferendosi all'intervista di Sandulli -. La giustizia sportiva deve fare il suo corso e debellare le mele marce del calcio, ma è altrettanto vero che quando si condanna una persona bisogna essere certi della condanna".

