Matej Mohoric. Segnatevi questo nome. Non ha ancora compiuto i 18 anni di età, ma potenzialmente è già da considerare uno dei nuovi volti del ciclismo internazionale. Classe 1994, festeggerà la maggiore età solo il prossimo 19 ottobre, Mohoric è da oggi il nuovo campione del mondo juniores di ciclismo su strada.
Ovviamente è da misurare sulle grandi salite e ancora più chiaramente non può avere l'esperienza dei professionisti, ma il suo talento ha dell'incredibile, ed è evidente già ora che è giovanissimo: la progressione con cui si è levato dalla ruota tutti gli avversari all'ultimo km del Mondiale di Valkenburg non lascia spazio a dubbi. Siamo di fronte a un potenziale fenomeno. Che non è tale solo come finisseur, ma che ha già dimostrato (qualche giorno fa) di essere molto, molto competitivo anche a cronometro.
Nella corsa contro il tempo di lunedì scorso, Mohoric ha conquistato una bellissima medaglia d'argento, che acquista ancor più valore in considerazione della gara che il talento sloveno ha disputato: al primo intermedio lo sloveno aveva addirittura il 28esimo tempo, ma il suo crescendo strada facendo gli ha permesso di passare decimo al secondo e di chiudere al secondo posto alle spalle del solo Svendsen, che lo ha preceduto di appena 7 secondi. Non ce ne voglia il giovane norvegese (altro corridore da seguire), ma la sensazione è che se si fosse gestito un po' meglio (è partito troppo piano per paura di scoppiare nel finale, e invece ne aveva ancora!) la medaglia d'oro sarebbe probabilmente andata a Mohoric.
Il giovane corridore sloveno si può comunque considerare soddisfatto della sua campagna olandese: secondo a cronometro e primo in linea sono risultati che solitamente ottengono quelli che con il destino già segnato. Secondo, alle spalle di questo formidabile talento, troviamo l'australiano Ewan e il croato Rumac.
L'Italia è appena giù dal podio con Federico Zurlo, che l'anno prossimo passerà Under 23. Tanto il rammarico per il giovane corridore azzurro, che nel finale sentiva buone gambe e che avrebbe voluto regalare all'Italia ben altra gioia: "Avevo l'arrivo a un passo e pensavo di poter far meglio in volata. Poi però sono stato chiuso e ho anche dovuto tirare i freni negli ultimi cinquanta metri. Il podio è sfumato lì. Se sono soddisfatto del mio quarto posto? Non mi piace, ma va bene comunque. E' stata un'esperienza bellissima, e che emozione sul Cauberg con tutta quella gente a incitare i corridori...".

